Fiaip - Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali

Faq direttiva servizi

Dopo il recepimento della Direttiva servizi quali sono i requisiti per poter svolgere professione di agente immobiliare?
È ancora necessario il superamento dell’esame di idoneità ?

L’art. 73 del  Decreto legislativo n.59/2010 di attuazione della Direttiva servizi richiama espressamente la disciplina stabilita dalla Legge professionale  n.39/89 e successive modifiche, con la conseguenza che il regime ivi stabilito rimane invariato. 

I requisiti richiesti rimangono, pertanto, quelli indicati all’art. 2, comma 3 della  L. 39/89, così come modificato dall’art. 18 della L. n.57/2001, ovvero:

  1. essere cittadini italiani o cittadini di uno degli Stati membri della Comunità economica europea, ovvero stranieri residenti nel territorio della Repubblica italiana ed avere raggiunto la maggiore età;
  2. avere il godimento dei diritti civili;
  3. risiedere nella circoscrizione della camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura nel cui ruolo intendono iscriversi;
  4. aver assolto agli impegni derivanti dalle norme relative agli obblighi scolastici vigenti al momento della loro età scolare;
  5. aver conseguito un diploma di scuola secondaria di secondo grado, avere frequentato un corso di formazione ed avere superato un esame diretto ad accertare l’attitudine e la capacità professionale dell’aspirante in relazione al ramo di mediazione prescelto oppure  avere conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado ed avere effettuato un periodo di pratica di almeno 12 mesi continuativi con l’obbligo di frequenza di uno specifico corso di formazione professionale. Le modalità e le caratteristiche del titolo di formazione dell’esame e quelle della tenuta del registro dei praticanti sono determinate con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
  6. salvo che non sia intervenuta riabilitazione, non essere stati sottoposti a misure di prevenzione, divenute definitive, a norma delle leggi 27 dicembre 1956 n.1423; 10 febbraio 1962 n.57; 31 maggio 1965 n.575;
  7. 13 settembre 1982 n.646; non essere incorsi in reati puniti con la reclusione ai sensi dell’art. 116 del regio decreto 21 dicembre 1933 n.1736 e successive modificazioni; non essere interdetti o inabilitati, falliti, condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, l’economia pubblica, l’industria ed il commercio, ovvero per il delitto di omicidio volontario, furto, rapina, estorsione, truffa, appropriazione indebita, ricettazione, emissione di assegni a vuoto e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commini la pena della reclusione non inferiore, nel minimo a due anni e nel massimo a cinque anni.

In merito al punto “e” si precisa che, non essendo mai stato emanato il decreto di attuazione, viene applicata solo la prima parte del periodo, ovvero, la prescrizione relativa all’obbligo di frequentare, dopo il diploma di scuola secondaria di secondo grado, “un corso di formazione e superare un esame diretto ad accertare l’attitudine e la capacità professionale dell’aspirante in relazione al ramo di mediazione prescelto”.
Conseguentemente, dopo il diploma di scuola secondaria di secondo grado, occorre frequentare un corso di formazione organizzato da un ente abilitato per un numero di ore previsto dalla regione di competenza e, successivamente, superare l’esame di idoneità presso la Camera di Commercio della Provincia di residenza.

Si rammenta, infine, che ai sensi dell’art. 18 Legge 57/2001, deve essere , altresì, prestata idonea garanzia assicurativa a copertura dei rischi professionali ed a tutela dei clienti.

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Per chi già iscritto al ruolo, il trasferimento al REA o al Registro delle imprese avverrà automaticamente o bisogna farne richiesta? Cosa cambia in merito ai vari adempimenti prescritti prima del recepimento della Direttiva servizi ?

Si ritiene  che il passaggio degli iscritti al ruolo al Registro delle imprese o Rea avvenga in modo automatico a cura delle Camere di Commercio, salva l’ipotesi di diverse espresse indicazioni nell’emanando Decreto di attuazione.

La specifica regolamentazione  in merito alla modalità di passaggio nel Registro delle Imprese o nel Rea delle posizioni già iscritte nei ruoli camerali, nonché le modalità di iscrizione di chi intraprende ex novo l’attività di mediatore, sarà, infatti, disciplinata da un Decreto ministeriale che  dovrà essere emanato dal Ministero dello Sviluppo economico entro il termine di sei mesi dall’entrata in vigore del Decreto legislativo- avvenuta l’8.05.2010-.

Fino a quando non verrà emanato il Decreto di attuazione rimane, allo stato, tutto invariato,  in ordine ai vari adempimenti quali la vidimazione della tessera, il deposito della modulistica e l’indicazione del numero di ruolo nei rogiti.

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Ci si può iscrivere presso l’albo CTU - Consulenti Tecnici del Tribunale?

L’art. 73 del  Decreto legislativo n.59/2010 di attuazione della Direttiva servizi richiama espressamente la disciplina stabilita dalla Legge professionale  n.39/89 e successive modifiche, con la conseguenza che il regime ivi stabilito rimane invariato,  anche in ordine alla possibilità di iscrizione presso l’albo dei CTU del Tribunale.

Sin tanto che non verrà emanato il Decreto ministeriale di attuazione con il quale verrà disciplinato il passaggio nel Registro delle imprese e nel Rea delle posizioni già iscritte nei ruoli camerali, oltre  che le modalità di iscrizione di chi intraprende ex novo l’attività di mediatore, verrà fatto riferimento alla data di iscrizione nel vecchio ruolo.  
A tal proposito si segnala  una circolare esplicativa - http://www.sviluppoeconomico.gov.it/primopiano/dettaglio_primopiano.php?sezione=primopiano&tema_dir=tema2&id_primopiano=716 - emessa dal Ministero dello Sviluppo economico, la quale  conferma il regime provvisoriamente invariato, anche con la specifica previsione della temporanea iscrizione dei soggetti richiedenti ancora nei soppressi ruoli.

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Vorrei sapere quali sono i casi di incompatibilità previsti dalla nuova normativa?

Il Decreto legislativo n.59/2010 di attuazione della Direttiva servizi richiama espressamente la disciplina stabilita dalla Legge professionale  n.39/89 e successive modifiche, con la conseguenza che il regime ivi stabilito rimane invariato.
Nello specifico, l’art. 18, punto “c” , della L. 57/2001 stabilisce che “L’esercizio dell’attività di mediazione è incompatibile:

  1. con l’attività svolta in qualità di dipendente da persone, società o enti, privati e pubblici ad esclusione delle imprese di mediazione;
  2. con l’esercizio di attività imprenditoriali e professionali, escluse quelle di mediazione comunque esercitate”
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Quali sono le novità a seguito dell’entrata in vigore, in data 31.07.10, dell’art. 49 comma 4 bis del D.L. n.78/10, convertito in L. n.122/10 che ha introdotto la  SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) in luogo della DIA (denuncia di inizio attività) ?

L’art. 49 comma 4 bis D.L. n.78/10, convertito in L.n.122/10, ha sensibilmente innovato l’art. 19 della L. 241/90, il quale disciplinava la procedura di avvio di un’attività di impresa attraverso la presentazione di una denuncia di inizio attività (DIA).
Il regime, in vigore sino al 31.07.u.s., prevedeva che l’attività oggetto della denuncia di inizio attività   potesse essere intrapresa solo dopo il decorso di 30 giorni dalla presentazione della DIA (ad eccezione di alcune attività previste dal Dlgs. n.59/10 che potevano essere avviate contestualmente alla presentazione della DIA) per consentire all’amministrazione competente di svolgere, nel termine indicato, le verifiche necessarie; l’interessato doveva poi dare comunicazione alla medesima amministrazione dell’inizio di attività  (CIA).
Dal 31.07.10, occorre presentare, in luogo della DIA,  la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) corredata delle attestazioni ed autocertificazioni attestanti il possesso dei requisiti prescritti dalla legge per l’esercizio della specifica attività di impresa.
Premesso che la procedura in oggetto non si applica alle attività economiche a prevalente carattere finanziario di cui al comma 5, la novità più rilevante, introdotta dalla riforma,  riguarda la possibilità di intraprendere l’esercizio dell’attività dalla stessa data di presentazione della segnalazione all’amministrazione competente in quanto è stabilito che le verifiche vengano ora effettuate ex post, ovvero nel termine di 60 giorni successivi alla presentazione della SCIA.
Un’altra significativa novità riguarda l’espressa previsione di sanzioni penali (art. 19 commi 3 e 6) nel caso venisse riscontrata, nel corso delle verifiche, l’allegazione di dichiarazioni mendaci e certificazioni false.

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Che regime si applica in questa fase transitoria, ossia sino all’emanazione del decreto di attuazione dell’art. 73 del Dlgs. n. 59/10?

Il Ministero dello Sviluppo economico, in data 10.08. u.s., ha emanato una circolare (n. 3637/C) proprio per fornire chiarimenti in merito alla disciplina da adottare in questa fase transitoria, ossia sino all’emanazione del decreto di attuazione dell’art. 73 del Dlgs. n.59/10.
Con riferimento all’attività di agente immobiliare, la circolare dispone l’obbligo di presentazione della SCIA presso la Camera di Commercio della provincia in cui si intende iniziare l’attività in capo alle persone fisiche e l’obbligo di presentazione della SCIA (unitamente a Comunica – Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa - obbligatoria dal 1 aprile 2010) al Registro delle Imprese per le imprese: ferma restando, quindi, la temporanea iscrizione nel soppresso ruolo sia delle persone fisiche che delle imprese, queste ultime vengono, altresì, iscritte nel Registro delle Imprese e nel Rea.
La circolare precisa, altresì, che resta invariato l’obbligo di superamento dell’esame già previsto dalla L. n. 39/89 e che l’eventuale inibizione definitiva della prosecuzione dell’attività, a seguito dei controlli effettuati,  determina la cancellazione della relativa posizione dal ruolo.

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Cosa cambierà complessivamente per gli agenti immobiliari con l’applicazione del nuovo regime ?

Come confermato dalla circolare n. 3637/C del Ministero dello  Sviluppo economico, dal 31.07. u.s. la modalità di avvio dell’attività di impresa tramite presentazione della SCIA, si applica anche all’attività di agente immobiliare, con la conseguenza che è, dunque, possibile intraprendere la professione dal giorno stesso in cui si effettua la presentazione della segnalazione alla Camera di Commercio.
È importante sottolineare come sia l’introduzione del Dlgs. n.59/10 di attuazione della Direttiva servizi sia l’introduzione della SCIA, non abbiano comportato alcuna modifica rispetto ai requisiti soggettivi e professionali già previsti dalla L. n.39/89 e della L. n.57/01, con particolare riferimento al compimento del percorso formativo, al rispetto del regime delle incompatibilità ed all’obbligo di garanzia assicurativa.

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