Fiaip - Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali

Legge Regionale n. 50 del 4 giugno 1980

Normativa organica sul turismo.

Art. 1 Finalità.

In coerenza con il programma di sviluppo regionale la presente legge si propone i seguenti obiettivi:

- tendere al massimo sviluppo del turismo sociale ampliando l’offerta dei servizi di natura collettiva;

- potenziare e migliorare i servizi turistici di tipo tradizionale;

- operare una profonda trasformazione strutturale dell’organizzazione turistica complessiva, in senso democratico, dando il più ampio spazio agli interventi dei Comuni e delle unità territoriali intermedie;

- ampliare gli interventi nei confronti della domanda nella duplice direzione dell’ampliamento delle stazioni turistiche e delle fasce sociali in grado di fruire delle vacanze.

TITOLO I
Interventi per l’industria alberghiera e per la qualificazione dell’offerta turistica

Art. 2
Interventi.

Per gli interventi di realizzazione di strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere, da eseguirsi nel quadro dei programmi previsti dalla presente legge, è costituito presso la Banca Nazionale del Lavoro - S.A.C.A.T. - o presso più istituti di credito abilitati all’esercizio del credito turistico ed alberghiero, un fondo di rotazione destinato al finanziamento, mediante mutui a tasso agevolato e contributi in conto capitale, delle seguenti iniziative:

a) realizzazione, anche mediante adattamento di immobili, di alberghi, pensioni, locande, di autostelli, rifugi montani, campeggi, impianti termali, stabilimenti balneari, villaggi turistici a tipo alberghiero ed aziende della ristorazione, quest’ultime limitatamente ai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti di cui al punto A1 art. 3 della presente legge. Per quanto riguarda le aziende alberghiere, gli interventi sono riservati agli esercizi di piccola e media dimensione fino ad un massimo di 100 posti letto ed agli esercizi a conduzione familiare;

b) ammodernamento, ampliamento, arredamento e rinnovo dell’arredamento delle opere di cui alla lett. a) del presente articolo, senza limitazione di posti letto, nonché ammodernamento, restauro e ristrutturazione di edifici pubblici da destinare a centri per congressi e uffici di informazione;

c) realizzazione, anche mediante adattamento di immobili, di ostelli per la gioventù e case per ferie;

d) ammodernamento, ampliamento, arredamento e rinnovo dell’arredamento delle opere di cui alla lett. c) del presente articolo;

e) ammodernamento, ampliamento, arredamento e ristrutturazione di locali e alloggi di immobile preesistente nei centri abitati ad uso di esercizi di affittacamere e, previo parere favorevole del Comune competente per territorio, anche di quelli in stabili isolati o comunque esterni al centro urbano siti in zone di interesse turistico. Le iniziative di cui alla presente lettera sono ammesse a fruire soltanto del contributo in conto capitale, purché ricadenti nel territorio di Comuni sprovvisti in maniera assoluta di esercizi ricettivi.

Art. 3
Ambiti territoriali di intervento.

Per la valorizzazione dei diversi tipi di aree marine, collinari e montane, avuto riguardo al diverso grado di sviluppo turistico delle zone ed in ragione dell’ubicazione delle singole iniziative, sono individuate le seguenti zone nel piano provinciale di sviluppo:

A1 - zone con scarsa o inesistente ricettività, non ancora adeguatamente valorizzate e suscettibili di notevole sviluppo turistico;

A2 - zone in fase di iniziale o intermedio sviluppo turistico e con buone prospettive vocazionali di ulteriore espansione;

A3 - zone di consistente sviluppo turistico, ma con prospettive di ulteriore, definitiva affermazione in questo settore;

A4 - zone di affermato sviluppo turistico, già sature, non suscettibili di ulteriori proficui investimenti nel comparto specifico, ovvero precluse all’utilizzazione turistica per scelta programmatoria e per esigenze di tutela e salvaguardia dell’ambiente naturale.

Fino a quando non saranno stati redatti i piani provinciali di sviluppo all’individuazione dei Comuni per la classificazione in base alla predetta distinzione di zone provvede la Regione entro 120 gg. dall’entrata in vigore della presente legge, sentite le Province, i Comuni e le loro associazioni.

Art. 4
Delega ai Comuni.

È delegato ai Comuni l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di turismo e industria alberghiera concernenti le competenze attribuite alla Regione in base al decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1972, n. 6 e al decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 nonché quelle già esercitate dagli E.P.T. relative a:

a) locazione di immobili destinati ad albergo, pensioni o locande;

b) vigilanza sulle tariffe alberghiere;

c) affittacamere;

d) applicazione delle sanzioni amministrative per la violazione di leggi statali e regionali in materia di turismo e industria alberghiera ai sensi della legge 24 dicembre 1975, n. 706.

Le funzioni per l’attuazione del presente titolo sono delegate ai Comuni che le esercitano nelle forme associative previste dalla L.R. n. 44 del 1979.

Le funzioni delegate alle Province sono quelle stabilite con apposita legge.

Alla spesa per l’esercizio delle funzioni delegate, gli organismi di cui sopra nel seguito denominati «enti delegatari» fanno fronte con le risorse finanziarie loro attribuite dalla Regione mediante atto amministrativo del Consiglio regionale.

Nelle rispettive circoscrizioni, gli enti delegatari provvedono, ai fini della graduazione degli incentivi, ad assegnare le iniziative al corrispondente ambito zonale, avuto riguardo alle definizioni stabilite nell’articolo precedente e secondo criteri selettivi in funzione della tipologia delle opere cui le iniziative si riferiscono.

Art. 5
Soggetti beneficiari.

I mutui a tasso agevolato ed i contributi in conto capitale sono concessi:

a) agli enti locali e loro associazioni;

b) alle associazioni cooperativistiche e democratiche del tempo libero, interessate allo sviluppo delle attività turistiche;

c) agli imprenditori in genere, agli operatori culturali ed a chiunque eserciti o intenda esercitare attività d’interesse turistico.

Art. 6
Mutui a tasso agevolato.

Sono concessi mutui a tasso agevolato di durata non superiore a 20 anni per il finanziamento delle opere murarie, impianti fissi ed eventuali pertinenze delle iniziative di cui alle lett. a) e c) dell’art. 2, nonché per l’acquisto del terreno e dell’immobile da adibire ad uso ricettivo.

A tal fine, la quota di spesa ammessa a finanziamento per l’eventuale acquisto del terreno o del fabbricato non può eccedere il loro valore catastale, ovvero, per i terreni, il valore espropriativo degli stessi. In difetto di detti valori supplisce la valutazione dell’Ufficio tecnico erariale.

Per le opere finanziabili di cui alle lett. b) e d) dell’art. 2 sono concessi mutui a tasso agevolato di durata non superiore a 10 anni.

L’importo massimo dei mutui di cui ai commi precedenti è stabilito come segue:

- per le iniziative contemplate nelle lett. a) e c) dell’art. 2 è pari alla differenza fra il 90% della spesa ammessa a finanziamento e la misura massima del contributo in conto capitale di cui al successivo art. 7;

- per le iniziative contemplate nelle lett. b) e d) dell’art. 2 è pari alla differenza fra 1’80% della spesa ammessa a finanziamento e la misura massima del contributo in conto capitale di cui al successivo art. 7.

Entro tali limiti massimi, la misura percentuale del mutuo è determinata moltiplicando la percentuale massima di cui al comma precedente per il prodotto dei seguenti coefficienti:

1) in relazione all’ambito zonale:

1 per zona A1;

0,8 per zona A2;

0,6 per zona A3;

2) in relazione all’incidenza, da valutare sulla spesa ammessa a finanziamento, del costo dei servizi integrativi rispetto al costo totale dell’opera:

1 per incidenza di almeno il 10%;

0,9 per incidenza di almeno il 5%;

0,8 per incidenza inferiore al 5%.

Per le iniziative di cui alle lett. b) e d) dell’art. 2, il coefficiente di cui al punto 2) del comma precedente si applica nella misura minima ivi prevista.

La percentuale risultante dall’applicazione dei coefficienti va arrotondata a unità intera.

All’erogazione provvedono l’istituto o gli istituti abilitati all’esercizio del credito alberghiero e turistico all’uopo designati con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa autorizzazione di ammissibilità ad istruttoria bancaria da parte dell’ente delegatario di cui all’art. 4 cui è demandata l’intera istruttoria della pratica.

Sulle somme mutuate è dovuto l’interesse del 4,50% che affluisce al fondo e l’1% a favore dell’istituto di credito convenzionato, a titolo di corrispettivo delle spese di amministrazione.

Eventuali variazioni future del tasso, che dovessero rendersi necessarie per allinearlo al diverso costo del denaro, saranno disposte, di volta in volta, con decreto del Presidente della Giunta regionale.

Le somme messe a disposizione dell’istituto di credito per l’applicazione della normativa di cui al presente titolo possono essere utilizzate in modo che, anche nella fase di preammortamento, l’onere a carico del mutuatario non superi il tasso stabilito per il periodo di ammortamento.

La restituzione dei mutui deve effettuarsi in un numero di rate semestrali corrispondente alla durata dei mutui, di cui ai primi due commi del presente articolo, e deve avere inizio a partire dalla fine del secondo anno dall’ultimazione dell’opera.

È in facoltà del mutuatario rimborsare totalmente o parzialmente il mutuo prima di detto termine.

Art. 7
Contributi in conto capitale.

I contributi in conto capitale vengono erogati nella misura massima del 25% della spesa ammessa, in base alla relativa documentazione ed alle risultanze dei controlli effettuati.

I contributi in conto capitale di cui sopra sono aumentati alla misura massima del 60% della spesa ammessa al finanziamento per le iniziative di cui alle lett. c) e d) dell’art. 2, qualora l’iniziativa sia assunta dai soggetti di cui alle lett. a) e b) dell’art. 5.

I contributi per le iniziative di cui alla lett. e) dell’art. 2 sono concessi fino ad un massimo del 50% della spesa riconosciuta ammissibile e comunque per un importo non superiore a lire quindici milioni, salvo restando la maggiorazione prevista nell’ultimo comma del presente articolo.

Entro tali limiti massimi, la misura percentuale del contributo è determinata moltiplicando la percentuale massima di cui ai commi precedenti per il prodotto dei seguenti coefficienti:

1) in relazione all’ambito zonale:

1 per zona A1;

0,7 per zona A2;

0,4 per zona A3;

2) in relazione all’incidenza dei servizi integrativi rispetto al costo totale dell’opera:

1 per incidenza di almeno il 10%:

0,9 per incidenza di almeno il 5%;

0,8 per incidenza inferiore al 5%.

Per le iniziative di cui alle lett. b), d), e) dell’art. 2 il coefficiente di cui al punto 2 del comma precedente si applica nella misura minima ivi prevista.

La percentuale risultante dall’applicazione dei coefficienti va arrotondata a unità intera.

Per le iniziative previste nell’art. 2, ricadenti nei territori classificati montani ai sensi della legge 25 luglio 1952, n. 991, l’importo del contributo erogabile in conto capitale è aumentato del 15%.

Art. 8
Fondo di rotazione.

Per consentire i finanziamenti, la Regione mette a disposizione dell’istituto o degli istituti di credito, nei limiti e con le modalità determinati con apposita convenzione, il fondo necessario per le operazioni di mutuo e per l’erogazione dei contributi in conto capitale.

Il fondo di rotazione, dopo le acquisizioni finanziarie conseguite per effetto dell’applicazione della presente normativa, le cui modalità di copertura sono specificate nella norma finanziaria del presente titolo e limitate al solo anno 1980, deve intendersi autofinanziato attraverso i rientri delle somme restituite, comprese le quote per interessi, in ammortamento dei mutui, degli interessi prodotti dalle disponibilità giacenti, nonché delle somme derivanti da eventuali estinzioni volontarie anticipate dei finanziamenti o da revoche delle provvidenze stesse nei casi previsti dal presente titolo.

Al fondo sono accreditati gli interessi ed addebitate le eventuali perdite accertate sulle singole operazioni. Il costo del servizio prestato dall’istituto di credito è a carico del mutuatario.

Conseguentemente all’operatività della delega di funzioni di cui al secondo comma dell’art. 4 ed a seguito dell’assegnazione dei mezzi finanziari in attuazione del quarto comma del predetto articolo, la Giunta regionale dispone l’apertura, o l’aumento di dotazione, a carico e nell’ambito del fondo di rotazione di apposito sottoconto, intestato all’ente delegatario, dal quale l’ente medesimo trarrà gli ordinativi di pagamento relativi ai finanziamenti concessi. I rientri previsti dal secondo comma del presente articolo affluiscono al fondo

Il Presidente della Giunta regionale è autorizzato a stipulare, con gli istituti di credito designati, la convenzione per l’applicazione della presente normativa.

Detta convenzione è soggetta alla registrazione con il pagamento della relativa imposta dovuta.

Art. 9
Maggiorazione dei mutui.

La Giunta regionale, quando le opere da realizzare raggiungano una valutazione ottimale per tipologia e localizzazione e garantiscano un elevato e costante livello occupazionale, assumendo a proprio carico il rischio dell’operazione integrativa, autorizza l’istituto di credito ad elevare il mutuo fino all’importo di cui all’art. 6 integrato del 10% della spesa ammessa a finanziamento.

[Con regolamento di esecuzione sono definite le tipologie e i criteri di valutazione.]

L’autorizzazione di cui al comma precedente può essere concessa dalla Giunta regionale prioritariamente in favore dei soggetti di cui alle lett. a) e b) dell’art. 5 della presente legge, subordinatamente, dei soggetti di cui alla lett. c) dello stesso articolo purché dimostrino capacità tecnico-organizzative e si trovino nell’impossibilità di offrire le ulteriori garanzie richieste dall’istituto di credito.

La proposta di integrazione deve essere motivatamente formulata dagli enti delegatari.

Art. 10
Trattamento tributario.

Agli atti e contratti di mutuo occorrenti per l’esecuzione di opere finanziate dagli istituti di credito anche per quanto riguarda le agevolazioni tributarie o agli altri benefici, si applicano le disposizioni della legislazione statale vigente in materia.

Art. 11
Iscrizione ipotecaria

La concessione dei mutui a tasso agevolato previsti dal presente titolo è subordinata ad iscrizione ipotecaria a favore dell’istituto di credito mutuante, sugli immobili per i quali sono state concessi i finanziamenti, e/o all’acquisizione di altre idonee garanzie, reali o personali, che il soggetto richiedente le provvidenze sia in grado di prestare. La capienza di tali garanzie è vagliata dall’istituto di credito mutuante.

Per le provvidenze contemplate dalle lett. b) e d) dell’art. 2 da concedersi ai gestori delle aziende non proprietari dell’immobile, qualora non sia possibile l’accensione di ipoteca sull’immobile stesso o su altri immobili di proprietà dei medesimi o di terzi, può essere sufficiente la prestazione di altre adeguate garanzie, quali depositi di titoli, fidejussioni di banche, enti, società, persone, polizze assicurative e simili. La capienza di tali garanzie sarà vagliata dall’istituto concedente il finanziamento.

Art. 12
Procedure e modalità per accedere ai mutui ed ai contributi.

Le domande intese ad ottenere le provvidenze sono dirette agli enti delegatari di cui all’art. 4 della presente legge devono essere corredate della documentazione secondo procedure e modalità disciplinate in modo unitario con regolamento di attuazione da emanarsi entro 60 gg. dalla pubblicazione della presente legge.

Il predetto regolamento definisce le tipologie e stabilisce i relativi parametri dimensionali e di costo e i criteri di valutazione per la determinazione della spesa ammessa a finanziamento

Art. 13
Modalità di concessione e controlli.

Le agevolazioni di cui ai precedenti articoli sono concesse ai singoli beneficiari con deliberazione dell’ente delegatario competente.

Tale deliberazione stabilisce le clausole operative e tecniche alle quali deve attenersi ciascun beneficiario.

L’erogazione delle provvidenze avviene sulla base degli stati di avanzamento dell’opera, nella stessa misura percentuale del finanziamento concesso. Gli stati di avanzamento devono essere vistati, previo accertamento della regolarità dei lavori, dal legale rappresentante del predetto ente.

Spetta all’istituto o agli istituti di credito appositamente convenzionati, di intesa con l’ente delegatario, il controllo tecnico e amministrativo sull’impiego e sulla destinazione delle somme erogate ai sensi del presente titolo.

In caso di accertata irregolarità o inadempienza nell’esatto impiego delle somme concesse, o di inadempimento degli obblighi delle operazioni di finanziamento da parte del mutuatario, l’istituto propone all’ente competente l’emanazione dei provvedimenti volti al recupero delle somme erogate. Detti provvedimenti sono emanati dal presidente di tale ente, su delibera dell’ente medesimo.

Il presidente dell’istituto di credito può, tuttavia, adottare direttamente o richiedere all’Autorità giudiziaria ogni provvedimento cautelare, conservativo o di urgenza informandone immediatamente l’ente delegatario competente.

Resta ferma la facoltà del predetto ente di disporre direttamente e con propri funzionari i controlli di cui ai commi precedenti.

Art. 14
Condizioni per la concessione.

Pena la decadenza del beneficio, l’opera deve essere iniziata entro sei mesi dalla data di comunicazione del provvedimento di concessione e risultare completa e funzionante entro il termine stabilito nel provvedimento stesso.

Per comprovati motivi, l’ente delegatario competente può concedere una sola volta, a richiesta dell’interessato, una proroga di congrua durata.

Art. 15
Vincoli di destinazione.

Gli immobili realizzati con finanziamento ai sensi del presente titolo sono vincolati alla specifica destinazione alberghiera per un periodo di tempo pari alla durata del mutuo e per un periodo di 10 anni nel caso di contributo «una tantum» in conto capitale a partire dalla data di accertamento della puntuale esecuzione dei lavori.

Il vincolo è reso pubblico mediante trascrizione presso la competente conservatoria dei registri immobiliari con spesa a carico dei beneficiari.

L’ente delegatario competente può proporre alla Regione, previa estinzione anticipata del mutuo e restituzione del contributo in conto capitale, il mutamento di destinazione dell’immobile per la dimostrata sopravvenuta impossibilità della destinazione stessa ai sensi della normativa vincolistica vigente.

I contributi in conto capitale erogati devono essere restituiti maggiorati da un interesse nella misura pari al tasso ufficiale di sconto.

I mutui agevolati vanno restituiti per le quote residue e, insieme con i contributi in conto capitale e relativi interessi, affluiscono nel fondo di rotazione.

Per le iniziative previste dall’art. 2 lett. b) e d), i beneficiari degli interventi accordati devono obbligarsi, con atto soggetto a registrazione, a mantenere la continuità della destinazione degli arredi fino all’estinzione del mutuo.

In caso di mutamento di destinazione degli arredi di cui al precedente comma l’ente delegatario dispone la revoca del provvedimento ed il recupero delle somme erogate.

Art. 16
Revoca della concessione delle provvidenze.

La concessione delle provvidenze può essere revocata con decreto del presidente dell’ente concedente nei seguenti casi:

- quando l’opera non venga realizzata conformemente al progetto approvato o nei termini indicati nel relativo decreto di concessione;

- quando venga mutata la destinazione dell’opera rispetto agli impegni assunti dal beneficiario all’atto della presentazione della domanda ed ai vincoli registrati inerenti alla concessione del mutuo;

- quando vengano rilevate gravi violazioni di leggi speciali o di contratti di lavoro, oppure qualora il beneficiario sia incorso in inosservanze di rilievo alle prescrizioni vigenti ed a quelle fissate negli strumenti urbanistici.

Con le stesse modalità la maggiorazione del titolo prevista dall’art. 9 può essere revocata qualora vengano meno i relativi presupposti ivi contemplati.

Il recupero, in uno alle spese ed agli interessi, avviene sulla base delle leggi vigenti in materia ed in particolare del D.P.R. n. 7 del 21 gennaio 1976.

Art. 17
Norma finanziaria

Per gli interventi di cui al titolo I della presente legge è prevista, per l’anno 1980, la spesa di lire 11.468.000.000.

All’onere relativo si provvede:

- quanto a lire 8.734.000.000 con il fondo globale iscritto al capitolo 2899 - partita n. 8 dell’elenco n. 5 - del bilancio 1979, a termini dell’art. 38 della L.R. 29 dicembre 1977, n. 81.

- quanto a L. 2.734.000.000 mediante riduzione, di pari importo, per competenza e per cassa del Cap. 2899 dello stato di previsione della spesa del bilancio 1980.

La partita n. 9 dell'elenco n. 5, allegato al bilancio 1980, è ridotta di L. 2.734.000.000.

Nello stato di previsione della spesa del bilancio 1980 è istituito ed iscritto nel Settore 21, Titolo II, Sezione X, categoria III, Destinazione Programmatica 2, natura giuridica 1, il capitolo 2159 denominato "Dotazione a carico della Regione del fondo di rotazione riguardante interventi per l'industria alberghiera e per la qualificazione dell'offerta turistica" con lo stanziamento di competenza di L. 11.468.000.000 e di cassa di L. 2.734.000.000.

Di detto fondo, la somma di L. 2.700.000.000 è destinata al finanziamento dei progetti specifici nei territori del Sangro, del Vomano e del Parco Nazionale, a termini dell'art. 38 della legge regionale di approvazione del bilancio 1980.

Art. 18
Divieto di cumulo.

Le provvidenze previste dal presente Titolo non sono cumulabili con analoghi interventi finanziari agevolati concessi dallo Stato, dalla Cassa per il Mezzogiorno e da altri enti pubblici per la stessa natura di opere.

Art. 19
Norme transitorie e finali

Sono ammesse ai benefici della presente normativa le opere di cui all’art. 2 iniziate dopo il 6 marzo 1976.

Gli operatori turistici che hanno presentato, alla Cassa per il Mezzogiorno, istanze tendenti ad ottenere le agevolazioni di cui all'art. 125 del T.U. 30.6.1967, n. 1523, per la costruzione, l'ampliamento e l'adattamento di iniziative turistico-alberghiere non ancora ammesse, dalla Cassa medesima, a istruttoria bancaria alla data del 6.3.1976, ovvero presentate dopo tale data alla Cassa e da questa trasmesse alla Regione ai sensi dell'art. 7, lettera b) della Legge 2.5.1976, n. 183, possono essere ammessi a finanziamento per le stesse opere che hanno formato oggetto della richiesta, anche se i relativi lavori sono stati iniziati prima del 6.3.1976 e sempreché i lavori stessi risultino iniziati o ultimati all'atto dell'entrata in vigore della presente legge.

Nei casi in cui la Cassa per il Mezzogiorno abbia concesso il solo mutuo a tasso agevolato in quanto la domanda di contributo a fondo perduto, riguardante le stesse opere, venne presentata alla cassa stessa dopo il 10 maggio 1976, può farsi luogo all’erogazione del contributo a fondo perduto unicamente a favore dei soggetti che dalla cassa hanno avuto approvate le opere.

All'attuazione delle previsioni normative di cui al 2° e 3° comma del presente articolo provvede la Giunta Regionale, su proposta del Settore Turismo, cui compete l'istruttoria delle pratiche, sentito il parere del Comune in cui ricade l'opera I relativi finanziamenti sono erogati in conformità del T.U. 30.6.1967, n. 1523.

Art. 20
Comitato tecnico consultivo.

È istituito, entro 90 gg. dall’entrata in vigore della presente legge, presso la Giunta regionale - Settore Turismo - il Comitato tecnico consultivo con il compito di esprimere parere in ordine all’ammissibilità all’istruttoria bancaria delle istanze di finanziamento rientranti nella previsione normativa dell’art. 19 della presente legge, nonché su altre pertinenti questioni che il Settore Turismo ritenga opportuno sottoporgli.

Il Comitato di cui al comma precedente, presieduto dal componente la Giunta preposto al Settore Turismo o da un suo delegato, è composto:

- dal Coordinatore del Settore Turismo, dai dirigenti dei Servizi Turismo, Strutture Turistiche, Programmazione;

- dal responsabile dell’Ufficio del bilancio della Regione;

- da un rappresentante dell’Associazione Regionale Albergatori;

- da un rappresentante dei gestori di campeggi;

- da due rappresentanti delle amministrazioni provinciali;

- da due rappresentanti di Comuni e loro associazioni;

- da un esperto della pianificazione del territorio;

- da tre rappresentanti dell’Associazione del Tempo Libero, maggiormente rappresentative a livello nazionale;

- da tre rappresentanti della cooperazione maggiormente rappresentative a livello nazionale;

- da tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale

Funge da Segretario un dipendente regionale del Settore Turismo con la qualifica non inferiore a funzionario.

I componenti il Comitato di cui sopra sono nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione della Giunta stessa.

Il Comitato tecnico consultivo si riunisce in via ordinaria una volta al mese e straordinariamente, in relazione al lavoro da svolgere, su richiesta della metà più uno dei suoi componenti o su convocazione del componente la Giunta, nella sua qualità di presidente del Comitato stesso.

[Il Comitato di cui sopra cessa la sua attività contestualmente all’esaurimento delle funzioni transitorie previste dall’art. 19 della presente legge.]

Ai componenti il comitato compete il trattamento previsto dalla L.R. 10 agosto 1973, n. 35 e successive modificazioni ed integrazioni. Alla relativa spesa, prevista in lire 4.000.000 per anno, si fa fronte, per il 1980, con i fondi stanziati sul cap. 70 dello stato di previsione della spesa per il medesimo esercizio e, per gli anni successivi, negli stanziamenti dei corrispondenti capitoli dei relativi bilanci.

Art. 21
Programmi annuali.

Le provvidenze di cui al presente titolo sono predisposte mediante programmi annuali di attuazione.

[TITOLO II
Piani di intervento per gli impianti sportivo-ricreativi e di fruizione del tempo libero

ART. 22
(Obiettivi - Indirizzi programmatici)

La Regione Abruzzo, riconoscendo l'alta funzione sociale culturale delle attività sportive e motorio-ricreative di massa, nell'intento di incrementarne e facilitarne la pratica a tutti i livelli, ai fini della qualificazione dell'offerta turistica e per l'impiego del tempo libero, promuove la realizzazione di servizi collettivi e di strutture specifiche per l'esercizio sportivo.

All'attuazione delle finalità suddette si procede con i seguenti indirizzi:

- riequilibrio territoriale della dotazione di strutture per l'esercizio di attività sportivo-ricreative, in ordine alle esigenze formative dei giovani in età scolare, allo sviluppo armonico di tutte le discipline sportive, e all'estensione dell'uso di impianti e servizi a tutti i cittadini;

- razionalizzazione e unificazione delle tipologie degli impianti e ricerca di modelli di dotazioni minime funzionali, per la cui definizione la Regione si avvale della consulenza tecnica del CONI.

ART. 23
(Formazione dei piani di intervento)

La Regione per la realizzazione degli interventi previsti nell'art. 22 della presente legge predispone programmi annuali di intervento.

Con detti programmi si procede alla ripartizione dei fondi disponibili tra i Comuni e loro Associazioni, tenendo conto dei seguenti parametri:

- estensione territoriale;

- consistenza demografica;

- popolazione scolastica;

- dotazione esistente di impianti sportivi;

- esigenze di sviluppo turistico.

Detti piani contengono criteri generali di intervento, eventuali norme per la graduazione degli incentivi e, inoltre, indicazioni relative alle tipologie, da definire con la consulenza tecnica del CONI, degli impianti sportivo-ricreativi da realizzare o potenziare.

La Regione può individuare interventi di particolare interesse regionale da realizzare direttamente e può finanziare a suo totale carico quei progetti redatti dalle Associazioni dei Comuni che hanno un particolare valore sociale, anche con l'eventuale ricorso alle tecnologie più avanzate ivi compresa la prefabbricazione.

ART. 24
(Esecuzione dei Piani)

I Comuni e le loro Associazioni sono Enti delegati per la gestione ed esecuzione dei Piani pluriennali di intervento.

In sede di approvazione di detti Piani, il Consiglio Regionale autorizza la Giunta a somministrare agli Enti delegatari i fondi loro assegnati, per le finalità di cui al presente Titolo.

Tali Enti, nell'espletamento dei compiti loro attribuiti, devono sentire gli Organi Collegiali della Scuola, delle Associazioni dello Sport, Cultura e Tempo Libero in merito alla scelta d alla localizzazione degli interventi e dare attuazione alle direttive contenute nel Piano in ordine alla tipologia degli impianti.

ART. 25
(Impiego dei fondi)

I fondi assegnati dalla Regione devono essere utilizzati, di norma, per opere relative ad impianti sportivo-ricreativi di base, a basso costo di gestione e di larga utilizzazione.

L'impiego dei fondi suddetti per opere relative a impianti sportivi di tipo specialistico, o, comunque, ad elevato costo di gestione, può essere disposto dagli Enti delegatari solo per soddisfare esigenze di Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti o di loro Associazioni che superino complessivamente tale livello demografico.

Con la osservanza delle indicazioni e prescrizioni di cui ai commi precedenti, è consentito, inoltre, agli Enti delegatari di utilizzare il contributo finanziario della Regione per l'acquisizione in proprietà di impianti sportivo-ricreativi privati, esistenti.

Gli Enti delegatari possono destinare, nella misura fissata a essi medesimi qualora non disposta dal Piano, i fondi loro assegnati dalla Regione, ad opere concernenti impianti sportivo-ricreativi pubblici, di loro proprietà, ovvero assistere, on contributo in conto capitale fino al 30% della spesa ammessa, iniziative in merito ad impianti sportivo-ricreativi assunti da:

a) associazioni e società, regolarmente costituite e riconosciute dai competenti organi federali sportivi e dagli Enti di Promozione sportiva;

b) enti ed istituti che abbiano tra i propri fini istituzionali l'assistenza e/o l'educazione dei giovani;

c) operatori turistici, singoli o associati, per opere relative a impianti sportivo-ricreativi non annessi ad attrezzature ricettive e non assistiti da altri contributi pubblici.

Il contributo ai suddetti soggetti privati può essere concesso dagli Enti delegatari solo per iniziative che riguardano aree o impianti di cui i medesimi soggetti siano proprietari e siano compatibili con le previsioni dello strumento urbanistico vigente nel Comune competente per territorio, subordinatamente al parere favorevole del Comune stesso, e a condizione che le opere restino vincolate all'uso pubblico specifico.

Il vincolo all'uso pubblico specifico delle opere realizzate in base alle norme di cui al presente Titolo non può essere inferiore ad anni 15 a decorrere dalla data di agibilità del nuovo impianto o dalla data di collaudo delle opere eseguite su impianto esistente.

Per i soggetti beneficiari di cui alle lettere a), b) e c) del presente articolo, detto vincolo deve risultare da atto pubblico debitamente trascritto presso la competente Conservatoria dei Registri Immobiliari, la cui nota di trascrizione deve essere trasmessa al Comune interessato.

ART. 26
(Spesa ammissibile)

Per le iniziative assunte direttamente dagli Enti delegatari, la spesa ammissibile per la realizzazione di opere relative a impianti sportivo-ricreativi comprende:

a) il prezzo dell'area occorrente per la realizzazione di nuovi impianti o l'ampliamento degli esistenti, calcolato secondo le norme vigenti in materia di espropriazione per pubblica utilità;

b) il costo dell'impianto di esercizio e dei relativi servizi, di attrezzi o arredi sportivi, fissi e mobili, essenziali per la funzionalità dell'impianto, e delle sistemazioni esterne strettamente necessarie;

c) somme occorrenti per revisione prezzi, per oneri fiscali, per rilievi geognostici, da valutarsi in relazione alle specifiche esigenze, nonché per competenze e spese di progettazione, direzione, sorveglianza, contabilità e collaudo, da determinarsi sull'ammontare dei lavori e delle espropriazioni in base alle vigenti tariffe professionali.

Per le iniziative assunte dagli Enti delegatari in merito all’acquisizione in proprietà di impianti sportivoricreativi privati, esistenti, la spesa ammessa comprende il prezzo d'acquisto pattuito e gli oneri di stipulazione e registrazione del contratto.

Per le iniziative assunte dai soggetti di cui ai punti a), b) e c) dell'art. 5, la spesa ammissibile non comprende gli oneri per l'acquisizione dell'area.

ART. 27
(Progettazione ed esecuzione delle opere)

L'esecuzione delle opere relative agli impianti sportivo- ricreativi pubblici è affidata agli Enti delegatari i quali provvedono alla progettazione ed all'approvazione delle opere, alla effettuazione delle gare di appalto, nonché alla direzione, contabilità e assistenza ai lavori, attraverso i propri Uffici Tecnici e, in mancanza di questi, attraverso gli Uffici Tecnici Regionali del Governo Civile o gli Uffici Tecnici delle Comunità montane territorialmente competenti, ovvero mediante affidamento di incarico a liberi professionisti come previsto dall'art. 285 del T.U. del 1934.

Tali Enti, nell'esercizio delle suddette funzioni, assumono ogni conseguente responsabilità di ordine tecnico, amministrativo e contabile.

Il Comune, nel cui territorio viene a realizzarsi l'intervento, provvede al rilascio della concessione edilizia e all'approvazione del relativo progetto esecutivo che deve essere approvato congiuntamente dai Comuni associati e dai Comuni che hanno assunto l'iniziativa.

Nelle delibere di approvazione, da parte degli Enti interessati, dei progetti esecutivi si deve, fra l'altro, dare atto:

1) che si è prevista una idonea copertura di tutta la spesa conseguente al programma costruttivo;

2) che il Comitato Provinciale CONI ha espresso parere favorevole sul progetto per quanto concerne la conformità tecnico- sportiva delle opere previste;

3) che il progetto è corredato del parere favorevole dell'Ufficiale Sanitario del Comune competente per territorio, in merito alla rispondenza delle opere ai requisiti igienici essenziali per lo svolgimento di attività sportive;

4) che è stato acquisito il parere sul progetto dell'apposita Commissione di Vigilanza circa il rispetto delle norme di sicurezza per i luoghi di pubblico spettacolo.

L'approvazione dei progetti esecutivi da parte dei Comuni, singoli o associati, ha valore di dichiarazione di pubblica utilità delle opere da eseguirsi, nonché di urgenza ed indifferibilità dei relativi lavori, purché le aree siano state prescelte tra quelle specificatamente destinate ad impianti sportivi dallo strumento urbanistico vigente nel Comune interessato, o, comunque prescelto, ai sensi della legge 3.1.78, n. 1, tra quelle destinate a pubblici servizi.

I Sindaci dei Comuni nel cui territorio viene a realizzarsi l'intervento adottano i provvedimenti autorizzativi all'accesso agli immobili da espropriare, per la redazione degli stati di consistenza e per l'effettuazione di misurazioni, sondaggi, rilievi, nonché i procedimenti di nomina dei tecnici incaricati delle operazioni sopra indicate.

Ai medesimi organi è delegata la procedura per l'occupazione di urgenza degli immobili necessari alla realizzazione delle opere, che deve essere promossa entro il termine massimo di un mese dal momento in cui sono divenute esecutive le deliberazioni di approvazione dei progetti delle opere.

L'Ente espropriante provvede direttamente alla comunicazione di cui all'ultimo comma dell'articolo 11 della Legge 22 ottobre 1971, n. 865, con le modalità previste per la notificazione degli atti processuali civili.

L'approvazione da parte degli Enti Locali di progetti esecutivi di impianti sportivo - ricreativi e delle relative perizie di variante e suppletive, è sempre subordinata, anche nel caso che le opere non siano assistite da contributi pubblici, alla acquisizione dei seguenti pareri favorevoli: 1) - del Comitato Provinciale CONI; 2) - dell'Ufficiale Sanitario del Comune competente per territorio; 3) - della Commissione di Vigilanza sui luoghi di pubblico spettacolo.

ART. 28
(Erogazione di contributi a soggetti privati)

Il contributo in conto capitale concesso dagli Enti delegatari ai soggetti di cui ai punti a), b) e c) dell'art. 25 del presente Titolo, è erogato dagli Enti medesimi, con le seguenti modalità:

- il 20% all'avvenuta consegna dei lavori;

- il 40% al raggiungimento di un importo di lavori eseguiti pari al 70% dell'importo di appalto;

- il restante 40% ad opere regolarmente collaudate e omologate.

Per eventuali lavori in economia, autorizzati in via preventiva, l'erogazione del contributo avviene a presentazione dello stato finale dei lavori e del certificato di regolare esecuzione.

Ai fini delle suddette somministrazioni, il controllo sulla esecuzione dei lavori è esercitato dagli Uffici Tecnici Comunali e, qualora questi non esistano, dagli Uffici del Genio Civile competenti per territorio.

Il collaudo delle opere è effettuato dagli Uffici Tecnici Comunali e, in loro sostituzione, dagli Uffici del Genio Civile, restando a carico degli interessati la spesa relativa.

ART. 29
(Affidamento dei lavori - Maggiori spese)

Gli Enti delegatari provvedono ad affidare i lavori inerenti all'esecuzione delle opere concernenti gli impianti sportivo- ricreativi pubblici, di norma, mediante licitazione privata.

Il relativo appalto può essere aggiudicato sin dalla prima gara alla migliore offerta.

Il risultato della gara non è soggetto ad alcuna approvazione e i lavori possono avere inizio immediato.

Se la gara va deserta e negli altri casi in cui ricorrono le condizioni previste dall'art. 41 del Regio Decreto 22 maggio 1924 n. 827, si può esperire la trattativa privata.

Il ricorso alla trattativa privata, con provvedimento motivato degli Enti delegatari, è anche ammesso:

1) quando, per qualsiasi motivo, la pubblica gara non sia stata aggiudicata;

2) per l'acquisto di beni la cui produzione è garantita da privativa industriale ti che una sola ditta può fornire, con i requisiti tecnici e il grado di perfezione richiesti:

3) per l'acquisto di immobili di proprietà privata adibiti ad uso sportivo;

4) per lavori complementari non considerati nel contratto originario che siano resi necessari da circostanze impreviste per l'esecuzione di lavori, a condizione che siano affidati allo stesso contraente e non posò sano essere, tecnicamente od economicamente, separabili dalla prestazione principale, ovvero, benché separabili, siano strettamente necessari per il completamento dei lavori e che il loro ammontare non superi il 50% o dell'importo del contratto originario;

5) per l'affidamento al medesimo contraente di forniture destinate al completamento, al rinnovo parziale o all'ampliamento di quelle esistenti, qualora il ricorso ad altri fornitori costringesse ad acquistare materiale di tecnica differente, il cui impiego o la cui manutenzione comporterebbe notevoli difficoltà o incompatibilità tecniche;

6) quando trattasi di contratti di importo non superiore a 50 milioni. In tali casi le opere, le forniture e i lavori di eguale natura, devono formare oggetto di un unico contratto senza artificiali separazioni.
Nei casi indicati ai precedenti punti 1) e 6) devono essere interpellate più Imprese e comunque, in numero non inferiore a 3.

Gli Enti delegatari approvano le perizie concernenti lavori di variante e suppletivi ai progetti, se le maggiori spese sono contenute, con l'utilizzo dei ribassi d'asta e/o di altre economie, nel limite dell'impegno totale già assunto; se si supera, per giustificati motivi, tale limite, tali perizie sono approvate dagli Enti delegatari, sentito il parere dell'Ufficio del Genio Civile competente per territorio.

ART. 30
(Uso pubblico degli impianti)

L'assegnazione agli Enti delegatari dei fondi dei Piani pluriennali, per la realizzazione di nuovi impianti sportivo- ricreativi o interventi su quelli esistenti, è condizionata alla accertata disponibilità degli Enti medesimi a consentire l'uso di tali impianti, mediante apposita regolamentazione, a tutte le organizzazioni sportive e ricreative operanti nel territorio comunale o intercomunale interessato, con particolare riguardo per associazioni e gruppi sportivi scolastici.

La concessione di contributi in conto capitale da parte degli Enti delegatari ai soggetti di cui ai punti a), b) e c) dell'art. 25, è condizionata alla approvazione, da parte dei Comuni competenti per territorio, della convenzione relativa all'uso pubblico e alle modalità di frequenza degli impianti sportivo - ricreativi cui sono destinate le provvidenze stesse.

ART.31
(Controllo sull'attuazione dei Piani)

Il controllo sulla attuazione dei Piani è affidato alla Giunta Regionale, e, per essa, al competente Settore.

Gli Enti delegatari per l'esecuzione di opere relative a impianti sportivo -ricreativi, che utilizzano il contributo finanziario della Regione, sono tenuti a presentare al II Dipartimento, Settore Sport, con cadenza semestrale, entro il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno, una relazione illustrativa dello stato di avanzamento delle opere, sia per gli impianti pubblici che per quelli privati destinati all'uso pubblico.

Unitamente all'ultima di tali relazioni gli Enti delegatari devono inviare al II Dipartimento, Settore Sport:

1) copia completa dei disegni delle opere realizzate;

2) copia del verbale di omologazione dell'impianto da parte della competente Federazione del C.O.N.I.;

3) copia degli atti del collaudo effettuato nei modi di legge.

ART. 32
(Revoca dei benefici)

È fatto divieto agli Enti delegatari, e per essi anche ai soggetti di cui ai punti a), b) e c) dell'art. 25, di devolvere i fondi assegnati ad uso diverso da quello che ne ha motivato la concessione, e, in caso di inadempienza, la Giunta Regionale procede al recupero delle somme erogate.

L'inosservanza delle norme di attuazione dei Piani e delle disposizioni vigenti in materia di Lavori Pubblici, ove non sanate in un arco di tempo ragionevole fissato da chi di competenza, comporta ugualmente il recupero da parte della Giunta Regionale delle somme erogate.

ART. 33
(Abrogazione Titolo I L.R. 14.5.1975, n. 39)

Il Titolo I della legge regionale 14.5.1975, n. 39 - Norme per la costruzione di impianti sportivi e per il finanziamento delle attività ricreative - relativo a "Contributi per la costruzione, l'ampliamento ed il miglioramento di impianti sportivi" è abrogato.

ART. 34
(Norma finanziaria)

Per le finalità di cui al Titolo II della presente legge, è prevista, per l'anno 1980, la spesa di L. 3.000.000.000.

All'onere relativo si provvede mediante riduzione, di pari importo, per competenza e per cassa, del Cap. 2899 dello stato di previsione della spesa del bilancio 1980.

La partita n. 9 dell'elenco n. 5, allegato al bilancio 1980, è ridotta di L 3.000.000.000.

Nello stato di previsione della spesa del bilancio 1980 è istituito ed iscritto, nel settore 15, Titolo II, Sezione VIII, categoria III, Destinazione programmatica 2, Natura giuridica 1, il Cap. 1562 denominato “Interventi per la realizzazione e per il potenziamento di impianti sportivo-ricreativi e di fruizione del tempo libero” con lo stanziamento per competenza e per cassa di L. 3.000.000.000.

Di detto fondo, la somma di L. 700.000.000 è destinata al finanziamento dei progetti speciali nei territori del Sangro, del Vomano e del Parco Nazionale, ai termini dell'art. 38 della legge regionale di approvazione del bilancio 1980.]

TITOLO III
Promozione turistica. Interventi per la propaganda e la promozione turistica

Art. 35
Interventi.

La Regione, per l’incremento del movimento turistico nel proprio territorio promuove, mediante programmi annuali di attività, le seguenti iniziative anche di diretta gestione degli enti delegatari:

a) propaganda e pubblicità turistica;

b) partecipazione a mostre, rassegne, fiere, convegni, congressi, conferenze, incontri di pubbliche relazioni, in Italia in via autonoma, con la collaborazione degli enti locali e turistici, di intesa con l’E.N.I.T. ed altri organismi statali, nonché forme di promozione all’estero in collaborazione con l’E.N.I.T. mediante apposito programma annuale corrispondente alle concrete possibilità di offerta ai fini di raggiungere con la minor spesa, la più alta produttività promozionale; si osservano le disposizioni previste dagli artt. 4 e 57 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616;

c) attività promozionali e interventi della Regione e degli enti pubblici coordinati con i soggetti che operano nel settore, attraverso la concessione di contributi particolari a sostegno di iniziative e di campagne pubblicitarie di particolare interesse, realizzate in modo collettivo dagli operatori privati, tese a favorire il turismo montano, il turismo culturale, congressuale e sociale anche in periodi di bassa stagione;

d) acquisto, edizione e produzione di materiale pubblicitario grafico e dimezzi audiovisivi, in funzione dell’attività di propaganda e di commercializzazione dell’offerta turistica;

e) incentivazione, attraverso la concessione di contributi, del turismo sociale (lavoratori dipendenti ed autonomi, pensionati, emigrati, studenti, giovani, anziani e simili categorie sociali), per la fruizione delle vacanze di norma in bassa stagione;

f) studi, rilievi, ricerche e progetti per la conoscenza, l’organizzazione e la valorizzazione delle risorse turistiche regionali; l’adesione ai programmi comuni di informatica interessanti il turismo;

g) incentivazione delle iniziative ed attività rivolte alla valorizzazione delle risorse culturali ed ambientali;

h) incentivazione delle iniziative per manifestazioni turistiche sul territorio Regionale ad opera di enti pubblici di diritto pubblico e associazioni di turismo sociale;

i) ogni altra attività utile all’incremento del movimento turistico verso la Regione.

Art. 36
Programma di attività.

Il programma annuale di attività predisposto entro il 30 settembre dalla Giunta in collaborazione con il Comitato tecnico per la promozione turistica composto secondo il disposto dell’art. 3 della L.R. 9 dicembre 1977, n. 71, è approvato dal Consiglio regionale entro il 31 ottobre dell’anno precedente a quello cui si riferisce.

Il programma è redatto dalla Giunta regionale in forma analitica e contiene l’indicazione della spesa per le singole iniziative previste.

Il programma annuale prevede un fondo di riserva non superiore al 5% della spesa globale.

I rappresentanti degli enti territoriali operanti nel settore componenti del Comitato tecnico per la promozione turistica sono sostituiti dai Presidenti delle Province o loro delegati e da due presidenti di associazioni di Comuni e da due Sindaci designati dall’A.N.C.I..

Art. 37
Procedure.

La Giunta regionale per la realizzazione di specifiche iniziative promozionali, può incaricare enti pubblici, singoli e associati, idonei allo svolgimento delle attività programmate.

Per consentire l’immediata erogazione delle spese per le iniziative previste dal programma promozionale, viene autorizzato l’accreditamento agli enti incaricati dei fondi occorrenti, sia in conto competenze sia in conto residui, senza limiti d’importo, in attuazione di provvedimenti recanti il contestuale impiego dei fondi.

Si osservano le norme sull’amministrazione del patrimonio e sulla contabilità generale dello stato e le norme in materia emanate con legge regionale.

Art. 38
Contributi per fruizione per ferie bassa stagione.

La Regione, nell’intento di favorire la crescita civile e culturale dei cittadini a più basso reddito e nel contempo ampliare l’arco di utilizzo delle strutture turistiche, promuove, mediante la concessione di contributi, la fruizione delle vacanze anche nei periodi di bassa stagione, in favore di particolari categorie sociali.

Il programma annuale di attività prevede la misura del contributo, le categorie ammesse e le modalità di erogazione.

Art. 39
Agevolazione per turismo culturale.

Allo scopo di agevolare le iniziative turistico-culturali in favore degli studenti abruzzesi, con le modalità previste nell’ultimo comma dell’articolo precedente, possono essere concessi contributi per viaggi e soggiorni in località della regione e di altre regioni italiane.

Le stesse agevolazioni possono essere estese alle scuole pubbliche e private di altre regioni per soggiorni, anche brevi, in Abruzzo.

Art. 40
Programma particolareggiato di attività.

Al fine di sostenere ed integrare l’offerta turistica regionale, il programma annuale di attività prevede le iniziative da assumere o da incentivare, di norma in periodi di bassa stagione, per:

- l’organizzazione ed incentivazione di manifestazioni ed iniziative per l’animazione delle vacanze in bassa stagione;

- l’organizzazione di escursioni e trasporti collettivi a scopo turistico;

- le facilitazioni per l’ingresso in musei, gallerie, pinacoteche, parchi, impianti sportivi, ecc.;

- i contributi a tour operator e ad agenti di viaggio sulle spese per la stampa del materiale e dei cataloghi e per il sostegno pubblicitario, per la vendita delle vacanze in Abruzzo;

- l’incentivazione, mediante la concessione di contributi, dei servizi di trasporto aerei turistici (charter) con diretta destinazione Abruzzo, organizzati da soggetti italiani e stranieri, autorizzati all’esercizio del trasporto charteristico, secondo le norme vigenti in materia di trasporti aerei civili;

- le azioni promozionali comuni con vettori ed operatori turistici, italiani e stranieri; con enti pubblici e privati per la propaganda e la commercializzazione dei servizi turistici;

- l’incentivazione per l’integrazione dell’offerta turistica ordinaria degli operatori privati relativa alla fruizione del tempo libero (scuola di vela, tennis, nuoto, equitazione, pesca ed altre attività ricreative).

Art. 41
Contributi per turismo sociale.

La Regione, in adempimento delle norme statutarie, promuove, mediante la concessione di contributi, lo sviluppo e l’organizzazione di forme associative fra lavoratori addetti al settore turistico, piccoli e medi operatori turistici, per la gestione di imprese turistiche (alberghi, pensioni, locande, camping, ostelli per la gioventù ed altre strutture ricettive) e di opere ed impianti complementari all’attività turistica previsti nel titolo I della presente legge, nonché per la presentazione e la commercializzazione dell’offerta turistica regionale, nell’ambito delle scelte programmatiche del settore.

A favore di cooperative ed altre forme associative di lavoratori e di piccoli e medi imprenditori turistici, operanti nella Regione, costituite ai sensi e per gli effetti del Codice Civile, possono essere concessi contributi per la realizzazione delle seguenti iniziative:

a) gestione diretta degli insediamenti turistici;

b) organizzazione di iniziative propagandistiche e promozionali;

c) acquisizione di impianti ed attrezzature, fissi e mobili, direttamente collegati all’attività turistica.

Gli interventi previsti sub lett. a) sono disposti in favore delle cooperative di lavoratori, con preferenza per quelle costituite da persone che abbiano frequentato i corsi di formazione professionale di tipo alberghiero o da giovani iscritti nelle liste speciali di collocamento di cui alla legge n. 285 del 1977.

Art. 42
Contributo una tantum.

Per gli interventi di cui al precedente articolo, sono concessi contributi “una tantum” nella misura massima del 50 per cento della spesa documentata risultante da:

a) il saldo passivo della gestione dei servizi ricettivi - ivi compresi gli oneri per la costituzione delle scorte aziendali - fino al limite massimo di disavanzo di lire venti milioni;

b) le spese, fino all’importo di lire dieci milioni, per la stampa e diffusione di materiale propagandistico;

c) le spese, fino al limite di lire cento milioni, per le iniziative di cui alla lett. c) dell’articolo precedente.

La copertura del disavanzo, ai sensi del precedente comma, non può essere richiesta per un periodo superiore a due anni.

Gli interventi per la realizzazione di iniziative promo-propagandistiche sono disposti in favore di cooperative, consorzi ed altre associazioni di operatori turistici che presentano l’offerta turistica in maniera unitaria anche in rapporto alle tariffe ed ai servizi, con preferenza per le iniziative riguardanti esercizi ricettivi a più ampia apertura nel corso dell’anno.

I contributi previsti sub lett. c) sono disposti in favore di cooperative di lavoratori, di cooperative e consorzi di piccoli e medi imprenditori turistici e di consorzi di cooperative, limitatamente ad una sola iniziativa. Gli stessi benefici sono estesi ad enti pubblici e di diritto pubblico, anche riuniti in consorzio.

Art. 43
Domande.

Le domande per ottenere i contributi, dirette al Presidente della Giunta regionale, debbono essere presentate, entro il 30 giugno, al Settore Turismo, con allegati, a seconda dei casi:

1) l’atto costitutivo dell’organismo associativo e, ove previsto da tale atto, copia autentica dello statuto;

2) il progetto di massima e relazione tecnico-illustrativa sulle caratteristiche dell’iniziativa, nonché sui tempi e modi di attuazione;

3) il piano dettagliato delle iniziative promo-propagandistiche;

4) i bilanci consuntivi, preventivi di spesa e piano di finanziamento;

5) a richiesta degli uffici competenti, ogni altra documentazione idonea a meglio rappresentare la validità dell’iniziativa o necessaria per la verifica contabile ed amministrativa della stessa.

Le iniziative ammesse ai benefici sono comprese nel programma promozionale.

I contributi sono erogati dalla Giunta regionale con apposito atto deliberativo, dietro esibizione dei documenti giustificativi della spesa e della dichiarazione rilasciata dall’amministrazione comunale competente circa l’avvenuta realizzazione delle opere e l’attuazione delle iniziative.

Art. 44
Revoca contributo.

La concessione del contributo è revocata con decreto del Presidente della Giunta regionale su conforme delibera della stessa:

a) quando l’opera o l’iniziativa non venga realizzata in conformità alla domanda ed al progetto indicati nella delibera di approvazione;

b) qualora vengano accertate irregolarità nella contabilizzazione e nella documentazione giustificativa della spesa;

c) qualora siano trascorsi i tempi assegnati per la realizzazione dell’iniziativa ammessa a contributo.

Nei suddetti casi, si procede al recupero delle somme eventualmente erogate, ai sensi del R.D. 14 aprile 1910, n. 639 e successive modificazioni ed integrazioni.

Art. 45
Miglioramento offerta turistica.

Per favorire lo sviluppo turistico e soddisfare le esigenze culturali e ricreative della comunità abruzzese, la Regione promuove, con propria legge, mediante la concessione di contributi, la costruzione, ristrutturazione, trasformazione, restauro, realizzazione, ampliamento, ammodernamento ed adattamento di:

a) musei gallerie, pinacoteche;

b) monumenti e scavi archeologici di rilevante interesse culturale e turistico;

c) parchi, riserve e aree naturali e faunistiche;

d) rilevazione aerofotogrammetriche finalizzate all’individuazione e valorizzazione di zone di rilevante interesse turistico o culturale;

e) porti ed approdi turistici;

f) parchi, giochi e percorsi verdi alberati.

Art. 46
Valorizzazione patrimonio.

Allo scopo di conservare ed esaltare le tradizioni culturali e folcloristiche, la Regione promuove, mediante la concessione di contributi, interventi rivolti alla valorizzazione del patrimonio socio-culturale abruzzese.

Ai Comuni, singoli o associati, che:

a) costituiscono o patrocinano complessi e gruppi folcloristici;

b) organizzano corsi di addestramento di apprendisti dell’artigianato artistico del ferro, rame, legno, pelli, ceramica, tombolo ed altre produzioni tipiche dell’artigianato artistico abruzzese;

c) realizzano impianti ed attrezzature, sportivi e ricreativi, di piccole dimensioni, ubicati in zone rurali anche a servizio delle famiglie insediate in case sparse o in borgate.

Sono concessi contributi sulla spesa sostenuta nelle misure seguenti:

- 50% per le iniziative previste sub lett. a) con un contributo massimo di lire 1.000.000;

- 80% per le iniziative previste sub lett. b) con un contributo massimo di lire 30.000.000;

- 80% per le iniziative previste sub lett. c) con un contributo massimo di lire 10.000.000.

Si osservano le norme previste nei precedenti articoli 43 e 44.

Art. 47
Abrogazione.

Sono abrogate le disposizioni contenute nella legge regionale 19 giugno 1974, n. 20 e nella legge regionale 9 dicembre 1977, n. 71 incompatibili con la presente legge.

Art. 48
Norma finanziaria.

Per gli interventi di cui al Titolo III della presente legge, è prevista, per l’anno 1980, la spesa di lire 999.500.000.

All’onere relativo si provvede mediante riduzione, di pari importo, per competenza e per cassa, del cap. 2898 dello stato di previsione della spesa del bilancio 1980 e contestuale incremento, sempre di pari importo, per competenza e per cassa, del cap. 2160 del medesimo stato di previsione della spesa.

La partita n. 8 dell’elenco n. 4, allegato al predetto bilancio, è ridotta di lire 999.500.000.

Per gli anni successivi al 1980, le leggi di bilancio, determinano gli oneri occorrenti per la promozione turistica per i rispettivi anni, nei limiti dei finanziamenti destinati al settore turismo, quali sono individuati nel bilancio pluriennale.

Alle spese per il funzionamento del comitato tecnico per la promozione turistica, valutate in lire 3.000.000 per anno, si fa fronte per il 1980, con i fondi stanziati sul cap. 70 dello stato di previsione della spesa del bilancio per il medesimo esercizio e per gli anni successivi sui corrispondenti capitoli dei pertinenti bilanci.

Art. 49
Delega.

Il Consiglio regionale delibera, entro 120 giorni dalla pubblicazione della presente legge, il regolamento generale contenente le norme di attuazione ed il regolamento tipo di disciplina della delega agli enti destinatari.

Art. 50
Urgenza.

La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.]

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