Fiaip - Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali

Legge Regionale n. 83 del 12 novembre 1997

Nuove norme in materia di disciplina e classificazione delle strutture ricettive.

Capo I
NORME GENERALI

Art. 1. Finalità e ambito di applicazione.
1. La presente legge disciplina le seguenti strutture ricettive gestite per la produzione e l'offerta al pubblico di servizi per l'ospitalità:
1. alberghi;
2. residenze turistico-alberghiere;
3. campeggi;
4. villaggi turistici;
5. aree di sosta;
6. parchi di vacanza.
2. Con appositi regolamenti di attuazione, la Regione stabilisce i requisiti delle strutture ricettive di cui al comma 1 e i criteri per la loro classificazione.
3. I regolamenti di cui al comma 2 possono altresì determinare caratteristiche tecniche e specifiche modalità di esercizio delle strutture ricettive.

Art. 2. Ripartizione delle competenze e informazioni.
1. I Comuni e le Province esercitano le funzioni amministrative di cui alla presente legge.
2. Alle Province sono attribuite le competenze amministrative relative alla classificazione delle strutture ricettive di cui alla presente legge.
3. I Comuni e le Province sono tenute a fornirsi reciprocamente informazioni concernenti lo svolgimento delle rispettive funzioni relativamente alla applicazione della presente legge.


Capo II
DEFINIZIONI E CARATTERISTICHE DELLE STRUTTURE RICETTIVE

Art. 3. Alberghi.
1. Sono alberghi le strutture ricettive, a gestione unitaria, aperte al pubblico che, ubicate in uno o più stabili o parti di stabili, forniscono alloggio e possono disporre di ristorante, bar e altri servizi accessori.
2. Possono assumere la denominazione di "motel" gli alberghi ubicati nelle vicinanze di grandi vie di comunicazione o di porti e approdi turistici, i quali risultino attrezzati per la sosta e l'assistenza delle autovetture e/o delle imbarcazioni. Nei "motel" sono altresì assicurati i servizi di autorimessa, rifornimento carburanti e riparazione per un numero di autovetture o imbarcazioni pari al numero delle camere per gli ospiti maggiorato del 10%.
3. Possono assumere la denominazione di "villaggio albergo" gli alberghi caratterizzati dalla centralizzazione dei principali servizi in funzione di più stabili facenti parte di un unico complesso e inseriti in un'area attrezzata per il soggiorno e lo svago della clientela.
4. Negli alberghi è consentita la presenza di unità abitative, costituite da uno o più locali e dotate di servizio autonomo di cucina, nel limite di una capacità ricettiva non superiore al 25% di quella complessiva dell'esercizio.

Art. 4. Residenze turistico-alberghiere.
1. Sono residenze turistico-alberghiere le strutture ricettive, a gestione unitaria, aperte al pubblico, ubicate in uno o più stabili o parti di stabili, che offrono alloggio in unità abitative arredate, costituite da uno o più locali e dotate di servizio autonomo di cucina. Le residenze turistico-alberghiere possono disporre di ristorante, bar e altri servizi accessori.
2. Nelle residenze turistico-alberghiere i clienti possono essere alloggiati anche in camere, con o senza il vano soggiorno e senza il servizio autonomo di cucina. La capacità ricettiva di tali locali non deve risultare superiore al 25% di quella complessiva dell'esercizio.

Art. 5. Dipendenze.
1. Salva l'ipotesi del "villaggio-albergo", nel caso in cui l'attività ricettiva di cui agli articoli 3 e 4 venga svolta in più stabili o parte di stabili, viene definito "casa madre" lo stabile in cui, oltre ai locali destinati ad alloggio per i clienti, sono ubicati i servizi di ricevimento e portineria nonché gli altri servizi generali a disposizione della clientela. Gli altri stabili sono definiti "dipendenze".
2. Con il regolamento d'attuazione di cui all'articolo 1, comma 2, sono determinate le caratteristiche delle dipendenze anche ai fini della loro classificazione.

Art. 6. Campeggi.
1. Sono campeggi le strutture ricettive, a gestione unitaria, aperte al pubblico, attrezzate su aree recintate per la sosta e il soggiorno di turisti provvisti, di norma, di mezzi di pernottamento autonomi e mobili. I campeggi possono altresì disporre di ristorante, bar e altri servizi accessori.
2. E' consentita in non più del 25% delle piazzole l'installazione di strutture temporaneamente ancorate al suolo per l'intero periodo di permanenza del campeggio nell'area autorizzata, allestite dal titolare o gestore e messe a disposizione degli ospiti sprovvisti di mezzi propri di pernottamento.
3. Nei campeggi con un numero di piazzole non superiore a 150 la quota percentuale di piazzole interessate da strutture allestite dal titolare o gestore può raggiungere il 35%.
4. In deroga a quanto disposto dal comma 3, nei campeggi già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge, è consentito, comunque, mantenere la presenza di un numero di piazzole, interessate da strutture allestite dal titolare o gestore, fino a un massimo di trenta, ove già autorizzate.
5. Nei campeggi è consentito l'affitto di non più del 40% delle piazzole per l'intera durata del periodo di apertura della struttura.

Art. 7. Villaggi turistici.
1. Sono villaggi turistici le strutture ricettive, a gestione unitaria, aperte al pubblico attrezzate su aree recintate con strutture temporaneamente o permanentemente ancorate al suolo allestite dal titolare o gestore e messe a disposizione per la sosta e il soggiorno di turisti sprovvisti, di norma, di mezzi autonomi di pernottamento. I villaggi turistici possono altresì disporre di ristorante, bare altri servizi accessori.
2. Nei villaggi turistici è consentita la presenza di piazzole utilizzabili da clienti forniti di mezzi propri di pernottamento, purché in misura non superiore al 25% del numero complessivo delle piazzole.
3. Nei villaggi turistici è consentito l'affitto di non più del 40% delle piazzole per l'intera durata del periodo di apertura della struttura.

Art. 8. Aree di sosta.
1. Sono aree di sosta le strutture ricettive, a gestione unitaria, aperte al pubblico, che hanno un minimo di cinque e un massimo di cinquanta piazzole, destinate alla sosta, per non più di settantadue ore, di turisti provvisti di mezzi di pernottamento autonomo. Le aree di sosta possono disporre di bar e spaccio al servizio delle sole persone ospitate.

Art. 9. Parchi di vacanza.
1. Sono denominati parchi di vacanza i campeggi, a gestione unitaria, in cui è praticato l'affitto della piazzola ad un unico equipaggio per l'intera durata del periodo di apertura della struttura.
2. Nei parchi di vacanza è consentito, per non più del 40% delle piazzole, l'affitto delle piazzole stesse per periodi inferiori a quelli di apertura della struttura.

Art. 10. Norme comuni.
1. Nei campeggi, nei villaggi turistici, nelle aree di sosta e nei parchi di vacanza è vietata la vendita frazionata delle piazzole e delle strutture ancorate al suolo che insistono sulla piazzola, ovvero l'affitto delle stesse per periodi pluriennali o indeterminati.


Capo III
AUTORIZZAZIONE ALL'ESERCIZIO E CRITERI DI CLASSIFICAZIONE

Art. 11. Autorizzazione all'esercizio.
1. L'esercizio delle strutture ricettive di cui alla presente legge è subordinato alla autorizzazione del Comune ove è ubicata la struttura. Per il rilascio dell'autorizzazione si applica il silenzio-assenso previsto dall'articolo 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, secondo quanto stabilito in materia dal D.P.R. 26 aprile 1992, n. 300, modificato e integrato con D.P.R. 9 maggio 1994, n. 407.
2. L'autorizzazione può essere rilasciata a persone fisiche, ad enti, ad associazioni, a società. Nel caso in cui il richiedente non sia persona fisica è obbligatoria la designazione di un gestore. Il titolare o il gestore possono nominare loro rappresentanti purché in possesso dei requisiti di cui al comma 3.
3. Il rilascio dell'autorizzazione è subordinato al possesso:
a) dei requisiti previsti dagli articoli 11 e 92, del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773;
b) dell'iscrizione alla sezione speciale per le imprese turistiche del Registro Esercenti il Commercio (REC).
4. Il rilascio dell'autorizzazione è subordinato altresì all'esistenza, nella struttura ricettiva da autorizzare, dei requisiti obbligatori previsti dai regolamenti di attuazione di cui all'articolo 1, comma 2, per il livello minimo di classificazione.
5. L'autorizzazione all'esercizio può riguardare anche la somministrazione di alimenti e bevande qualora detta somministrazione sia al servizio delle sole persone ospitate. Negli altri casi è necessaria una distinta autorizzazione, in conformità a quanto previsto dall'articolo 3, della legge 25 agosto 1991, n. 287.
6. L'avvenuto rilascio della autorizzazione all'esercizio di nuove strutture, le modificazioni e le eventuali revoche, devono essere comunicati dal Comune alla Provincia competente per territorio entro quindici giorni.
7. L'autorizzazione conserva validità fino a che non ricorrano le fattispecie di sospensione o di revoca di cui al successivo articolo 16 .

Art. 12. Classificazione.
1. Le strutture ricettive disciplinate dalla presente legge devono possedere le caratteristiche e i requisiti specificati nei relativi regolamenti di attuazione. In relazione alle caratteristiche delle strutture e dei servizi offerti, gli alberghi e le loro dipendenze sono classificati con un numero di stelle variabile da uno a cinque, i campeggi e i parchi di vacanza sono classificati con un numero di stelle variabili da uno a quattro, le residenze turistico-alberghiere, le loro dipendenze e i villaggi turistici con un numero di stelle variabile da due a quattro.

Art. 13. Procedure di attribuzione della classificazione.
1. Chi intende aprire una struttura ricettiva disciplinata dalla presente legge deve dichiarare, nella stessa domanda di autorizzazione all'esercizio da presentare al Comune, il livello di classificazione da attribuire alla struttura determinato sulla base dei requisiti previsti nei regolamenti di attuazione della presente legge.
2. Il Comune trasmette, entro tre giorni dal ricevimento della domanda di autorizzazione all'esercizio, copia della stessa alla Provincia. La Provincia può richiedere all'interessato ulteriori elementi conoscitivi e, qualora si accertata la non sussistenza di alcuno dei requisiti previsti dai regolamenti per il livello di classificazione dichiarato, procede alla attribuzione d'ufficio di un livello di classificazione diverso. In tal caso, il provvedimento della Provincia è notificato all'interessato e trasmesso al Comune.
3. Trascorsi sessanta giorni dall'inoltro dell'istanza al Comune senza che la Provincia abbia attuato i comportamenti previsti al comma 2, la domanda di autorizzazione all'esercizio si ritiene accolta con l'attribuzione del livello di classificazione dichiarato dall'istante, fermo restando quanto disposto dall'art. 14, comma 2, della presente legge.

Art. 14. Revisione e rettifica della classificazione.
1. Qualora si verifichino variazioni dei requisiti tali da comportare un aggiornamento del livello di classificazione, il titolare o gestore di una struttura ricettiva dichiara tale circostanza in occasione della comunicazione dei prezzi e delle attrezzature alla Provincia. La Provincia entro sessanta giorni, verifica il possesso dei nuovi requisiti: qualora non venga comunicata entro tale termine una richiesta di ulteriori elementi conoscitivi o notificato un provvedimento di diniego, si intende attribuito il nuovo livello di classificazione richiesto. La Provincia trasmette al Comune l'atto di attribuzione dell'eventuale nuovo livello di classificazione.
2. La Provincia può procedere in ogni momento, anche d'ufficio, alla rettifica della classificazione qualora accerti che una struttura ricettiva possiede i requisiti di una classificazione inferiore a quella in essere. Il provvedimento della Provincia è notificato all'interessato e trasmesso al Comune.


Capo IV
VIGILANZA, CONTROLLO, SANZIONI

Art. 15. Compiti di vigilanza e di controllo.
1. Le funzioni di vigilanza e di controllo sulla osservanza delle disposizioni di cui alla presente legge sono esercitate dal Comune e dalla Provincia nell'ambito delle rispettive competenze.

Art. 16. Sospensione e revoca della autorizzazione.
1. Qualora si accertata la mancanza di alcuno dei requisiti obbligatori per il livello minimo di classificazione previsto dai regolamenti di attuazione, il Comune sospende l'autorizzazione all'esercizio per un periodo non superiore a sei mesi se, a seguito di diffida, non si sia ottemperato entro trenta giorni alle prescrizioni del Comune stesso.
2. Il provvedimento di sospensione di cui al comma 1, si applica anche nel caso in cui la Provincia comunichi al Comune che il titolare o il gestore di una delle strutture ricettive di cui alla presente legge si sia rifiutato di fornire le informazioni richieste dalla stessa Provincia, ovvero non abbia consentito gli accertamenti ai fini della verifica del livello di classificazione.
3. L'autorizzazione all'esercizio di una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge è revocata:
a) qualora, alla scadenza del periodo di sospensione di cui al precedente comma 1, il titolare o gestore della autorizzazione non abbia adempiuto a quanto previsto nella diffida;
b) qualora venga meno alcuno dei requisiti soggettivi previsti dalla legge per il titolare o gestore della autorizzazione.
4. Ogni provvedimento riguardante l'autorizzazione all'esercizio di una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge è comunicato dal Comune, entro quindici giorni, alla Provincia competente per territorio.

Art. 17. Sanzioni amministrative.
1. Chi gestisce una delle strutture ricettive disciplinate dalla presente legge sprovvisto della relativa autorizzazione è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da Lire 1.000.000 (un milione) a Lire 6.000.000 (sei milioni).
2. E' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500.000 (cinquecentomila) a lire 3.000.000 (tremilioni) chi contravvenga a quanto previsto:
- dall'articolo 6, commi 2, 3, 4 e 5;
- dall'articolo 7, commi 2 e 3;
- dall'articolo 9, comma 2;
- dall'articolo 10;
- dall'articolo 21, commi 1 e 2.
3. E' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da Lire 500.000 (cinquecentomila) a Lire 3.000.000 (tremilioni):
a) chi pubblicizzi mediante qualsiasi mezzo, un livello di classificazione della propria struttura superiore a quello attribuito;
b) chi, essendosi verificate le condizioni per una classificazione a livelli inferiori della propria struttura, ometta di dichiarare tale circostanza in occasione della comunicazione annuale dei prezzi ai sensi della L.R. 22 gennaio 1997, n. 7.
4. E' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da Lire 500.000 (cinquecentomila) a Lire 3.000.000 (tremilioni) chiunque doti i locali e gli spazi destinati all'alloggio dei clienti con un numero di posti superiore a quello autorizzato.
5. In caso di reiterazione di una delle violazioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, ancorché diverse tra loro, nei due anni successivi, le relative sanzioni pecuniarie sono raddoppiate.
6. Per l'accertamento delle violazioni e la irrogazione delle sanzioni pecuniarie di cui alla presente legge, si osservano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 e della L.R. 12 novembre 1993, n. 85 e successive modificazioni.


Capo V
NORME SPECIALI, TRANSITORIE E FINALI

Art. 18. Insediamenti occasionali.
1. Le disposizioni di cui alla presente legge non si applicano nel caso di insediamento occasionale di tende o di altri mezzi di soggiorno mobile.

Art. 19. Autorizzazione per campeggi temporanei.
1. Il Comune può consentire, in aree pubbliche o private ove siano assicurati i servizi generali indispensabili per garantire il rispetto delle norme igienico - sanitarie, la salvaguardia della pubblica salute e dell'ambiente, campeggi della durata massima di sessanta giorni:
a) per rispondere ad avvenimenti di carattere straordinario;
b) per le finalità educative, ricreative, sportive, culturali, sociali, religiose delle associazioni ed organismi senza scopo di lucro.
2. Il Comune determina i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui al presente articolo.

Art. 20. Campeggi e villaggi turistici a gestione non lucrativa.
1. Gli enti, le associazioni e gli organismi senza scopo di lucro e con finalità educative, ricreative, sportive, culturali, sociali, religiose possono organizzare e gestire, senza fine di lucro, campeggi o villaggi turistici riservati ad ospitare esclusivamente i propri associati. Tali disposizioni si applicano anche a enti pubblici ed aziende private per il soggiorno dei propri dipendenti e loro familiari.
2. Le strutture di cui al comma 1 devono possedere almeno i requisiti previsti per i campeggi classificati con una stella ovvero per i villaggi turistici classificati con due stelle.
3. L'autorizzazione alla apertura di uno degli insediamenti di cui al comma 1, deve contenere l'indicazione dei fruitori abilitati alla utilizzazione della struttura.

Art. 21. Norma speciale per i campeggi stanziali.
1. Fino al 31 dicembre 1999, i campeggi nei quali sia praticato, in più del 55% delle piazzole, l'affitto ad un unico equipaggio per l'intera durata del periodo di apertura della struttura, assumono la denominazione aggiuntiva di "stanziali", con l'obbligo di pubblicizzazione anche nelle insegne di tale condizione.
2. La condizione di cui al comma 1 è dichiarata al Comune dal titolare o gestore dei campeggi già autorizzati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, mediante comunicazione scritta. Eventuali variazioni successive rispetto alla condizione di cui al comma 1 vengono comunicate al Comune almeno trenta giorni prima dell'apertura del campeggio.
3. Entro il 31 dicembre 1999, i campeggi per i quali ricorrono le condizioni di cui all'art. 9 possono richiedere al Comune il rilascio della autorizzazione all'esercizio del "parco di vacanza". Il Comune decide sull'accoglimento delle domande entro sessanta giorni.

Art. 22. Norme transitorie e finali.
1. Gli esercizi già autorizzati possono mantenere la classificazione in essere fino al 31 dicembre 1999, e sono esonerati dalla presentazione della denuncia dei requisiti di cui all'articolo 5 della L.R. 79/81 e all'articolo 6 della L.R. 27 ottobre 1981, n. 78 dovuta per gli effetti della L.R. 19 luglio 1996, n. 57 "Classificazione delle strutture ricettive. Proroga termini di validità".
2. Gli esercizi di cui alla presente legge devono adeguare le proprie strutture e i propri servizi alle disposizioni della presente legge e dei relativi regolamenti in ordine ai corrispondenti livelli di classificazione entro un anno dalla data di entrata in vigore degli stessi regolamenti di attuazione.
3. I campeggi e i villaggi turistici di cui all'articolo 25, commi 4 e 5 dalla L.R. 79/81 che si trovino nell'impossibilità tecnica dell'adeguamento, mantengono la classificazione già attribuita per dieci anni dall'entrata in vigore del relativo regolamento.
4. La disposizione di cui all'art. 6, comma 4, trova applicazione anche per le domande di autorizzazione all'allestimento di piazzole già presentate anteriormente all'entrata in vigore della presente legge.
5. I requisiti obbligatori per la classificazione delle strutture ricettive di cui alle Tabelle A e B allegate alle leggi regionali nn. 78/81 e 79/81, abrogate al successivo art. 24, continuano ad applicarsi in relazione alle domande di autorizzazione presentate anteriormente alla data di entrata in vigore dei rispettivi regolamenti di attuazione della presente legge di cui all'art. 1.

Art. 23. Regolamenti d'attuazione.
1. Il Consiglio regionale, entro sei mesi dall'approvazione della presente legge, su proposta della Giunta, approva i regolamenti di attuazione di cui all'articolo 1.

Art. 24. Abrogazioni.
1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogate le disposizioni contenute nelle leggi regionali 27 ottobre 1981, n. 78, e 29 ottobre 1981, n. 79, fatto salvo quanto previsto dall'art. 22, comma 5.

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