Fiaip - Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali

Legge Provinciale 16 novembre 1981, n. 23

Disciplina degli esercizi alberghieri e degli esercizi di affittacamere.

CAPO I
Classificazione alberghiera

Art. 1. Finalità della disciplina.
1. Per favorire una corretta immagine della ricezione turistica alberghiera nella Provincia di Trento, le norme contenute nel presente capo disciplinano la classificazione degli esercizi alberghieri sulla base dei requisiti di dimensione, ubicazione, attrezzatura, arredamento e conduzione che presentino obiettivi caratteri di riconoscibilità.

Art. 2. Esercizio alberghiero.
1. Si considera esercizio alberghiero l'esercizio pubblico a gestione unitaria in cui si fornisce, verso il pagamento di un determinato prezzo, servizio di alloggio, servizio di somministrazione di alimenti e bevande ed altri servizi accessori, in conformità alla tipologia precisata dall'articolo seguente.

Art. 3. Tipologia degli esercizi alberghieri.
1. E' considerato "albergo" l'esercizio pubblico in cui si fornisce servizio di alloggio e di somministrazione di alimenti e bevande, purché l'esercizio stesso possieda le dimensioni, i punteggi ed i requisiti indicati nelle allegate tabelle A e B.
2. E' considerato "albergo garni" l'esercizio individuato al comma precedente qualora non venga fornito agli alloggiati il servizio di somministrazione di alimenti ad eccezione, eventualmente, della prima colazione.
3. E' considerato "motel" l'esercizio individuato al primo comma particolarmente attrezzato per la sosta o l'alloggiamento e l'assistenza delle autovetture o delle imbarcazioni, purché sia dotato di ristorante, o tavola calda e fredda, e bar. I motel devono fornire agli alloggiati servizi di autorimessa con box o parcheggio per un numero di posti macchina o imbarcazione superiore del 10 per cento a quello delle camere per ospiti, nonché servizio di primo intervento e di assistenza ai mezzi di trasporto sopraindicati.
4. E' considerato "villaggio - albergo" l'esercizio pubblico che in una unica area recintata ed attrezzata per il soggiorno e svago, dotata di un solo ingresso, fornisce con gestione unitaria servizi centralizzati agli ospiti di unità abitative dislocate in più stabili. Il villaggio - albergo deve essere dotato di servizi di somministrazione di alimenti e bevande.
Gli stabili e le attrezzature ricompresi nell'area recintata concorrono alla classificazione del villaggio - albergo come unico esercizio ai sensi del primo comma.
5. E' considerato "residenza turistico - alberghiera" l'esercizio in cui si fornisce servizio di alloggio solamente in appartamenti contigui o ubicati in uno stesso immobile o porzione di esso e costituiti da uno o più locali forniti di autonoma cucina, purché sia contraddistinto dal conferimento in gestione unitaria dalla totale disponibilità degli appartamenti medesimi nonché dei locali, degli spazi e dei servizi comuni, sia caratterizzato dalla centralizzazione dei servizi, possegga le dimensioni, i punteggi e i requisiti di cui alle allegate tabelle A e C e sia destinato esclusivamente al pubblico. L'appartamento
della residenza turistico - alberghiera, qualora non vi debba essere incluso anche un vano per il soggiorno, a questo scopo deve avere una superficie non inferiore a metri quadrati 1 per ogni posto letto od una cucina di almeno metri quadrati 8 con le caratteristiche previste dai regolamenti edilizi per i vani abitabili; in ogni caso la superficie minima netta delle camere riservate ai posti letto non può essere inferiore a quella prevista al primo comma del seguente articolo; la cucina deve essere disobbligata dagli altri locali dell'appartamento per l'aerazione, lo scarico dei fumi e lo scarico degli odori. La mancanza anche di uno solo dei requisiti indicati esclude che l'esercizio possa essere classificato "residenza turistico - alberghiera". Negli esercizi aberghieri con tipologia diversa da quella della residenza turistico-alberghiera eventuali appartamenti forniti di autonoma cucina devono avere le caratteristiche sopra specificate. Negli stessi è considerato inoltre appartamento il complesso di due o più locali di norma finalizzato alla prestazione del servizio di alloggio per più persone. Nelle residenze turistico-alberghiere è data facoltà della somministrazione di alimenti e bevande. Nel caso della somministrazione della sola prima colazione, alla denominazione di "residenza turistico- alberghiera" deve aggiungersi quella di "garni". Le deroghe, agevolazioni e provvidenze comunque previste a favore dell'edilizia alberghiera dalle vigenti norme urbanistiche e di incentivazione provinciali non sono ammesse per le residenze turistico-alberghiere né per gli esercizi alberghieri che si trasformino in residenze turistico-alberghiere né per gli esercizi alberghieri aventi una ricettività in appartamenti forniti di autonoma cucina superiore al 30 per cento del totale dei posti letto. Non è consentita inoltre la trasformazione in residenza turistico-alberghiera di esercizi che abbiano già utilizzato le predette deroghe, agevolazioni e provvidenze o che insistano su aree vincolate dagli strumenti urbanistici esclusivamente alle destinazioni aberghiere individuate ai precedenti commi. Sulle predette aree vincolate alla destinazione alberghiera non è comunque consentita, per le residenze turistico-alberghiere, l'applicazione di coefficienti più favorevoli rispetto a quelli dell'edilizia residenziale.
6. In alternativa alla dizione "albergo" per gli esercizi alberghieri individuati al primo comma può essere adottata quella di "hotel" e, limitatamente agli esercizi classificati con almeno quattro stelle, quella di "grande albergo", "grand'hotel", "palace hotel" e "palace", mentre per quelli classificati con cinque stelle può essere adottata la denominazione aggiuntiva "lusso" purché possiedano non meno di cinque requisiti tipici degli esercizi di classe internazionale e comunque diversi da quelli individuati nella allegata tabella B.
7. L'esercizio alberghiero può essere ubicato anche in immobili separati qualora vi sia un edificio principale, dotato dei servizi di ricevimento, di chiamata del personale e generali, dei quali possono avvalersi le persone alloggiate negli altri edifici, detti "dipendenze". Le "dipendenze" non possono essere situate a distanza superiore a metri 50 dall'edificio principale.
8. Gli esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande annessi ad esercizi alberghieri e aperti al pubblico sono classificati in conformità alle norme del presente capo e devono possedere le caratteristiche indicate nell'allegata tabella E quando trattasi di esercizi di ristorazione, e le caratteristiche indicate nella tabella F quando trattasi di caffè-bar, fermo in ogni caso il possesso dei requisiti previsti, rispettivamente, dalle tabelle B e C. La classifica attribuita a detti esercizi sarà corrispondente a quella dell'esercizio alberghiero di cui sono parte integrante.
9. Sono fatte salve le norme in vigore per la prevenzione incendi.
10. Con effetto dal 1. gennaio 1983 il rilascio delle concessioni comunali riferite a strutture con destinazione alberghiera è subordinato all'ottenimento di visto della corrispondenza del progetto alla tipologia ed ai requisiti strutturali e funzionali previsti dal presente capo da parte del dirigente del Servizio competente in materia di turismo. Il visto è rilasciato entro trenta giorni dalla presentazione della domanda ovvero della documentazione integrativa eventualmente richiesta.

Art. 4. Requisiti igienici delle camere degli esercizi alberghieri.
1. Negli esercizi alberghieri le camere destinate agli ospiti devono avere una superficie minima comprensiva degli spazi aperti sulle camere stesse con esclusione di quelli delimitati da serramenti anche mobili e al netto di ogni altro ambiente accessorio, di metri quadrati 8 per le camere a un letto, rispettivamente dimetri quadrati 14 per le camere a due letti, e una superficie ulteriormente aumentata di metri quadrati 6 per ogni letto in più. La frazione di superficie superiore a metri quadrati 0,50 è arrotondata all'unità.
2. E' ammessa la possibilità di aggiungere un letto nelle singole camere in deroga ai limiti di superficie previsti dai commi precedenti nel caso in cui gli ospiti accompagnino un fanciullo di età inferiore a dodici anni e nel caso di comitive organizzate della scuola dell'obbligo.
3. L'altezza utile delle camere è quella prevista dal regolamento edilizio.
4. Per le camere ricavate in sottotetti delimitati, anche parzialmente, dalla falda del tetto avente una inclinazione minima del 35 per cento è consentita una altezza media ponderale di metri 2,20, salve le superfici previste dal primo comma del presente articolo.

Art. 5. Servizi igienici degli esercizi alberghieri.
1. Negli esercizi alberghieri le stanze da bagno destinate ad uso comune di più camere o di più appartamenti devono avere i requisiti previsti dai regolamenti edilizi per la stanza da bagno delle abitazioni private.
2. I servizi igienici annessi a singole camere devono avere illuminazione ed aerazione diretta all'esterno o adeguata aspirazione meccanica. I predetti servizi, ad eccezione di quelli esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge e quando esiste nell'esercizio alberghiero almeno una stanza da bagno ad uso comune dotata dei requisiti di cui al primo comma devono avere una superficie minima di metri quadrati 3. La frazione di superficie superiore a metri quadrati 0,50 è arrotondata all'unità.
3. I locali dell'esercizio alberghiero destinati alla somministrazione di alimenti e bevande devono essere dotati di servizi igienici per gli ospiti in numero adeguato alla capacità ricettiva ed essere illuminati e aerati con finestra all'esterno o dotati di idoneo impianto di aspirazione meccanica. I predetti servizi devono essere rivestiti di materiale lavabile e devono avere gabinetti - separati e distinti per sesso per gli esercizi classificabili con tre, quattro e cinque stelle e distinti per sesso per gli esercizi classificabili con una o due stelle - dotati di vaso o turca, nonché un locale destinato ad antigabinetto dotato di lavandino e di sistema di lavatura e di asciugatura in conformità alle disposizioni che saranno adottate dal medico provinciale.

Art. 6. Classificazione.
1.Gli esercizi alberghieri sono classificati in base ai requisiti posseduti e vengono contrassegnati, in relazione alla classificazione attribuita, rispettivamente con una, due, tre, quattro e cinque stelle.
2.Il numero delle stelle viene attribuito in relazione alle dimensioni e sulla base del punteggio derivante dalla somma dei coefficienti numerici corrispondenti ai singoli requisiti posseduti dall'esercizio alberghiero. 3.Detti requisiti si distinguono in "requisiti obbligati", che devono necessariamente sussistere ai fini dell'attribuzione del diverso numero di stelle, e in "requisiti fungibili" che concorrono alla formazione del punteggio in base al quale viene attribuito il diverso numero di stelle, ma che sono fra di loro sostituibili.
4. La tabella A allegata alla presente legge indica le dimensioni e il punteggio minimo necessario per conseguire le diverse classificazioni.
5. Le tabelle B e C allegate alta presente legge indicano i requisiti, i rispettivi coefficienti numerici e i punteggi relativi al diverso numero di stelle rispettivamente per gli esercizi alberghieri con tipologia diversa da quella delle residenza turistico-alberghiere e per le residenze turistico - aberghiere stesse.
6. La tabella C concernente i requisiti relativi alle residenze turistico-alberghiere prevede l'attribuzione di un numero di stelle non inferiore a tre.
7. Le dipendenze possono essere contrassegnate con un numero di stelle diverso, ma non superiore, a quello dell'edificio principale.
8. La classificazione è obbligatoria e deve precedere il rilascio della licenza di pubblico esercizio.
9. La licenza può essere rilasciata anche sulla base della classificazione provvisoria di cui al primo comma dell'articolo 10. La classificazione provvisoria viene indicata in licenza e viene sostituita dalla classificazione definitiva.
10. E' fatto obbligo di esporre in modo ben visibile all'esterno, e all'Interno di ciascun esercizio alberghiero nella zona di ricevimento, il segno distintivo contenente il numero delle stelle assegnato e la qualificazione dell'esercizio alberghiero. Con provvedimento della Giunta provinciale verranno determinati il modello e le caratteristiche di tale segno distintivo .

Art. 7. Dati da riportare in licenza.
1. Nella licenza di esercizio alberghiero sono riportate la denominazione o insegna, la tipologia e classificazione attribuita, nonché il numero delle camere e dei letti destinate agli ospiti.
2. Nel territorio di uno stesso comune non sono consentite omonime nella denominazione degli esercizi alberghieri.

Art. 8. Modalità relative alla classificazione.
1. La classificazione degli esercizi alberghieri è adottata, con deliberazione della Giunta provinciale ogni cinque anni decorrenti dal primo dicembre di ciascun quinquennio.
2. La classifica ha effetto per l'intero quinquennio. Qualora entro tale periodo si siano verificati cambiamenti nelle condizioni in base alle quali la classifica è stata adottata, si potrà provvedere alla nuova classificazione corrispondente alle mutate condizioni.
3. Per gli esercizi ai quali è stata attribuita una nuova classificazione, e per gli esercizi aperti e classificati per la prima volta durante il quinquennio, la classifica ha effetto sino al compimento di quest'ultimo. Le classificazioni adottate nell'ultimo anno del quinquennio hanno effetto fino al compimento del quinquennio successivo, salvo quanto previsto dal secondo comma.

Art. 9. Dichiarazione ai fini della classificazione.
1. I titolari di licenza di esercizio alberghiero devono, entro il 15 gennaio dell'anno nel quale scade il quinquennio, far pervenire all'assessorato provinciale competente in materia di turismo una dichiarazione nella quale saranno indicati tutti gli elementi necessari per la classifica. Per gli esercizi nuovi la dichiarazione deve essere presentata unitamente alla richiesta di licenza di esercizio alberghiero.
2. Analoga dichiarazione deve essere effettuata ogni qualvolta siano state apportate modifiche alle strutture alle attrezzature o ad ogni altro requisito precedentemente dichiarato.
3. La dichiarazione è compilata su apposito modulo predisposto dalla Giunta provinciale. Nel caso di nuovi esercizi, o di modifica alle strutture esistenti, alla dichiarazione devono essere allegate:
1) progetto con contestuale dichiarazione del sindaco che i lavori eseguiti corrispondono al progetto stesso e sono stati regolarmente autorizzati;
2) autorizzazioni di cui agli articoli 221 e 231 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni; nonché relazione sanitaria, dalla quale risulti, oltre quanto prescritto dalle leggi sanitarie in vigore e nel rispetto di quanto stabiliscono gli articoli 4 e 5 della presente legge, il numero e la capacità ricettiva delle camere destinate agli ospiti, i servizi igienici destinati ad uso comune di più camere e di più appartamenti, quelli annessi a singole camere, quelli annessi ai ristoranti e bar, nonché altri eventuali servizi igienici comuni;
3) relazione descrittiva dell'arredamento dell'esercizio alberghiero .
4. La documentazione di cui ai numeri 1), 2) e 3) del precedente comma è prodotta in duplice originale o copia conforme, di cui uno è utilizzato ai fini del rilascio o della modifica della licenza di esercizio alberghiero.

Art. 10. Provvedimento di classifica.
1. La Giunta provinciale predispone una classificazione provvisoria sulla base di quanto dichiarato nonché, occorrendo, sulla base degli ulteriori elementi acquisiti d'ufficio.
2. Della classificazione provvisoria viene data comunicazione scritta ai titolari degli esercizi interessati a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
3. La classificazione provvisoria, per la parte interessante ciascun comune, è affissa al rispettivo albo pretorio per la durata di quindici giorni .
4. Nei quindici giorni successivi potranno presentare osservazioni tanto i titolari degli esercizi classificati, quanto i proprietari degli stabili locati ad uso degli esercizi stessi. Da parte del titolare di un esercizio sono ammesse osservazioni sia avverso la classifica attribuita al proprio esercizio alberghiero, sia avverso quella attribuita ad altri esercizi ubicati nello stesso comune. Copia delle osservazioni sono comunicate al titolare dell'esercizio relativamente al quale sono state proposte le osservazioni stesse. Detto titolare entro quindici giorni dalla comunicazione potrà far pervenire le sue deduzioni.
5. Trascorsi i termini di cui ai precedenti commi si procede, da parte della Giunta provinciale, alla classificazione generale definitiva, che viene pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Trentino - Alto Adige.
6. La classificazione relativa ai nuovi esercizi e le modifiche da apportare alla precedente classificazione vengono adottate con il procedimento previsto dai commi precedenti. In tali casi l'affissione di cui al terzo comma deve iniziare entro trenta giorni dalla dichiarazione o dall'accertamento d'ufficio.

Art. 11. Esercizi pubblici.
1. Con successiva legge sarà provveduto a disciplinare organicamente la materia degli esercizi pubblici.
2. Nulla è innovato per quanto concerne la disciplina vigente in materia di rifugi alpini e di complessi ricettivi a carattere turistico- sociale.

Art. 12. Norme transitorie e finali.
1. Per attuare la prima classificazione generale degli esercizi alberghieri ai sensi della presente legge, la dichiarazione prevista dall'articolo 9 deve essere compilata sull'apposito modulo in due originali sottoscritti dal conduttore dell'esercizio alberghiero, di cui uno deve essere presentato entro il 30 aprile 1985 al servizio provinciale competente in materia di turismo ed il secondo deve essere presentato, entro il 15 marzo 1985, al comune competente che, esperiti i propri accertamenti, provvederà a trasmetterlo al succitato servizio munito della contestuale attestazione del sindaco della corrispondenza dei dati dichiarati alla documentazione di cui al punto 2) del terzo comma dell'articolo 9 fatte salve le specifiche norme provinciali in deroga e transitorie. Per gli esercizi alberghieri per i quali entrambi i predetti originali perverranno al servizio provinciale competente in materia di turismo entro il 30 aprile 1985 la classifica definitiva, secondo il sistema previsto dalla presente legge, entra in vigore il 1° dicembre 1985. Per i rimanenti esercizi alberghieri gli effetti della classificazione provvisoria, ivi compresi quelli relativi all'applicazione dell'articolo 6
- ottavo e nono comma - decorrono dal 1° dicembre 1985 e cessano alla data
del 30 novembre 1992. La conseguente revoca della licenza di pubblico
esercizio costituisce, agli effetti delle vigenti norme di incentivazione,
mutamento non autorizzato della destinazione alberghiera.
2. Gli esercizi alberghieri esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge entro il 15 gennaio 1992 devono adeguare la superficie delle camere destinate agli ospiti almeno a quella stabilita al successivo quinto comma ed inoltre i servizi igienici annessi al ristorante e bar a quanto disposto dal terzo comma dell'articolo 5. Il disposto di cui al secondo comma dell'articolo 4 si applica solo ad avvenuta realizzazione degli anzidetti adeguamenti di superficie delle camere. Entro il 15 gennaio 1992 inoltre gli esercizi alberghieri predetti devono adeguare la cucina, il ristorante ed il bar a quanto previsto nelle tabelle B, C, E ed F. Si deroga dalla superficie minima stabilita al secondo comma dell'articolo 5 nel caso di servizi igienici realizzati in base a concessione edilizia rilasciata in data anteriore a quella di entrata in vigore della presente legge.
3. Ai fini della classificazione degli esercizi alberghieri esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge si prescinde dal limite di distanza delle eventuali dipendenze stabilito dal settimo comma dell'articolo 3.
4. Gli esercizi alberghieri esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge che non abbiano effettuato entro il 15 gennaio 1992 gli adempimenti previsti al secondo comma e/o non possiedano i requisiti indicati dalle allegate tabelle A e B necessari per l'attribuzione di classifica sono classificati con una stella. Per gli esercizi alberghieri esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge fermo restando il numero minimo di nove camere si deroga inoltre dalle dimensioni previste nell'allegata tabella A per l'attribuzione dei livelli di classificazione superiori ad una stella.
5. Le camere a due letti destinate agli ospiti comprese in strutture ricettive classificate alberghiere alla data di entrata in vigore della presente legge possono avere - limitatamente alla dislocazione delle stesse sulle sole superfici sottostanti le coperture esistenti alla medesima data, ivi compresa la superficie del sottotetto eventualmente recuperabile a piano abitabile - una superficie minima, al netto di ogni altro ambiente accessorio, di metri quadrati 12, ferma restando la superficie minima di metri quadrati 8 per le camere ad un letto e l'aumento di metri quadrati 6 per ogni letto in più oltre il secondo. La superficie minima di metri quadrati 12 è consentita anche per le camere a due letti destinate, in base a concessione edilizia rilasciata in data anteriore a quella di entrata in vigore della presente legge, all'ospitalità alberghiera. La frazione di superficie superiore a metri quadrati 0,50 è arrotondata all'unità. 6. Nel caso di esercizi alberghieri esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge che venissero trasformati in residenze turistico-alberghiere e in esercizi di affittacamere, si applicano le prescrizioni e le deroghe di cui ai precedenti secondo, terzo e quinto comma e del secondo comma dell'articolo 5.
7. Per il periodo intercorrente tra l'entrata in vigore della presente legge e il 30 novembre 1985, la classificazione degli alberghi, pensioni e locande di nuova apertura sarà determinata in base alla normativa statale stabilita con R.D. 18 gennaio 1937, n. 975, convertito, con modificazioni, nella legge 30 dicembre 1937, n. 2651, e successive modificazioni, fermo restando l'obbligo della presentazione della dichiarazione prevista dall'articolo 9 della presente legge entro il 30 aprile 1985. Dal 10 luglio 1984 non saranno attuate modifiche di classificazione in relazione al mutamento delle condizioni a suo tempo accertate.
8. Salvo quanto previsto ai precedenti commi, con l'entrata in vigore della presente legge cessano di avere applicazione, nell'ambito della provincia di Trento, le norme del regio decreto sopracitato ed ogni altra norma incompatibile con la legge stessa .

Art. 13. Norme transitorie di coordinamento della classificazione.
1. Al fine di coordinare il sistema di classificazione degli esercizi alberghieri previsto dalla presente legge con quello attualmente in vigore nel territorio nazionale, negli elenchi ufficiali di cui all'articolo 30, nelle pubblicazioni di cui all'articolo 31, nonché nell'annuario degli alberghi d'Italia, a fianco del sistema di classificazione previsto dalla presente legge sarà transitoriamente segnato il sistema di classificazione tradizionale, in conformità ai seguenti criteri di equiparazione:

  • cinque stelle = albergo di lusso;
  • quattro stelle = albergo di prima categoria;
  • tre stelle = albergo di seconda e pensione di prima categoria;
  • due stelle = albergo di terza e pensione di seconda categoria;
  • una stella = albergo di quarta, pensione di terza categoria e locanda.

2. I criteri di equiparazione sopra citati si applicano anche ai fini della disciplina delle tasse sulle concessioni non governative di cui alla legge regionale 29 dicembre 1975, n. 14, e successive modificazioni, nonché ai fini della disciplina dell'imposta di soggiorno di cui alla legge regionale 29 agosto 1976, n. 10, e successive modificazioni.


CAPO II
Classificazione degli esercizi di affittacamere.

Art. 14. Finalità della disciplina.
1. Per favorire la formazione di una completa immagine della capacità ricettiva turistica della provincia di Trento, in armonia con i principi ispiratori della normativa concernente la classificazione alberghiera, le disposizioni contenute nel presente capo disciplinano la classificazione degli esercizi di affittacamere, individuando a tal fine i criteri di differenziazione degli esercizi stessi dagli esercizi alberghieri, sulla base di requisiti che presentino obbiettivi caratteri di riconoscibilità.

Art. 15. Esercizio di affitta camere.
1. Si consideri a esercizio di affittacamere l'esercizio in cui si fornisce, verso il corrispettivo di un determinato prezzo, servizio di alloggio per un periodo non inferiore a tre giorni, purché l'esercizio stesso non disponga di più di otto camere da letto destinata agli ospiti anche riunite in appartamenti, ubicate in uno stesso edificio, e possieda i requisiti indicati nell'allegata tabella D.
2. L'esercizio di affittacamere può fornire agli alloggiati anche il servizio di somministrazione di alimenti e bevande; ad esclusione delle bevande superalcooliche, nonché altri servizi accessori, purché possieda le caratteristiche indicate nell'allegata tabella D.
3. Agli esercizi di affittacamere si applicano le disposizioni previste all'articolo 4 e ai commi primo e secondo dell'articolo 5 nonché, nel caso in cui i locali siano attrezzati per la cottura e la preparazione degli alimenti, le disposizioni relative all'autonoma cucina ed al soggiorno previste dal quinto comma dell'articolo 3.
4. La locazione di appartamenti ammobiliati o camere ammobiliate - senza la contemporanea prestazione del servizio di alloggio e dell'eventuale servizio di somministrazione di alimenti e bevande alle persone che hanno in godimento l'immobile non costituisce esercizio di affittacamere e pertanto non è soggetta agli obblighi previsti dal presente capo e dagli articoli 108 e 109 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, ma alla disciplina propria delle locazioni immobiliari. Ai fini del presente comma considerato mobilio l'insieme fisso dell'arredamento e dell'attrezzatura delle camere e degli appartamenti, Ivi compresi gli elementi minuti, quali lenzuola, coperte, posateria, stoviglieria, pentolame ed analoghi. In ogni caso l'erogazione di acqua calda e fredda, riscaldamento, gas, energia elettrica, telefono non configura prestazione di servizio di alloggio ai sensi del primo comma .

Art. 16. Classificazione.
1. Gli esercizi di affittacamere sono classificati in quattro categorie in relazione ai requisiti posseduti, sulla base dell'allegata tabella D. La classificazione è obbligatoria.
2. Per i casi in cui l'esercizio di affittacamere fornisca agli alloggiati anche servizio di somministrazione di alimenti e bevande sono previsti, nell'allegata tabella D, requisiti specifici inerenti a detto servizio, differenziati ai fini dell'assegnazione dell'esercizio alle diverse categorie.
3. E' fatto obbligo di esporre nei locali adibiti all'esercizio di affittacamere in modo ben visibile per tutti gli alloggiati l'attestato di classificazione previsto all'articolo 20.

Art. 17. Modalità della classificazione.
1. La classificazione degli esercizi di affittacamere e adottata con deliberazione della Giunta provinciale.
2. La classificazione ha effetto sino a quando, per mutate circostanze di fatto, a richiesta dell'interessato ovvero d'ufficio, la Giunta provinciale non ritenga di dover provvedere ad una diversa classificazione.

Art. 18. Dichiarazione ai fini della classificazione.
1. Al fine di ottenere la classificazione di un esercizio di affittacamere gli interessati devono far pervenire all'assessorato provinciale competente in materia di turismo una dichiarazione contenente tutti gli elementi atti a consentire la classificazione medesima.
2. Analoga dichiarazione deve essere effettuata ogni qualvolta siano state apportate modifiche alle strutture, alle attrezzature o ad ogni altro requisito precedentemente dichiarato.
3. La dichiarazione è compilata su apposito modulo predisposto dalla Giunta provinciale e deve indicare se l'esercizio di affittacamere fornisca o meno la somministrazione di alimenti e bevande.
4. Nel caso di dichiarazione relativa a nuovi esercizi, o di modifiche delle strutture degli esercizi esistenti, si applicano. in quanto compatibili, le disposizioni contenute nel terzo comma dell'articolo 9.

Art. 19. Provvedimento di classifica.
1. Entro sessanta giorni dalla dichiarazione di cui all'articolo precedente la Giunta provinciale, sulla base di quanto dichiarato nonché, occorrendo, sulla base degli ulteriori elementi acquisiti d ufficio, procede alla classifica dell'esercizio di affittacamere.
2. Con le stesse modalità e nel rispetto del medesimo termine vengono adottate le modificazioni da apportare d'ufficio, o su richiesta degli interessati, alla precedente classificazione.

Art. 20. Attestato di classificazione.
1. A seguito del provvedimento di classificazione, o di modifica della classificazione precedentemente adottata, viene rilasciato dal Presidente della Giunta provinciale attestato di classificazione, contenente l'indicazione della categoria assegnata all'esercizio, della capacità ricettiva del medesimo con riferimento al numero delle camere, degli eventuali appartamenti, dei letti e delle relative dotazioni. Detto attestato deve specificare se l'esercizio è abitato al servizio di somministrazione di alimenti e bevande.
2. L'attestato di classificazione deve essere prodotto in copia conforme dall'interessato unitamente alla dichiarazione prevista dal primo comma dell'articolo 108 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni.
3. Fermo restando quanto stabilisce il D.P.R. 1 novembre 1973, n. 686, gli affittacamere sono tenuti all'osservanza delle norme stabilite agli articoli 108 e 109 del testo unico sopra citato.

Art. 21. Cessazione dell'esercizio.
1. I conduttori di un esercizio di affittacamere, che cessano di svolgere la relativa attività, devono darne comunicazione all'assessorato provinciale competente in materia di turismo.

Art. 22. Deroghe.
1. Nei comuni e nelle frazioni geografiche degli stessi, individuate ai sensi dell'ultimo censimento generale della popolazione, in cui non esistano esercizi alberghieri, può essere dato alloggio in esercizi di affittacamere anche per un periodo inferiore a tre giorni.

Art. 23. Norme transitorie e finali.
1. Per attuare la prima classificazione generale degli esercizi di affittacamere ai sensi della presente legge, la dichiarazione prevista dall'articolo 18 deve essere compilata sull'apposito modulo in due originali sottoscritti dal conduttore dell'esercizio di affittacamere, di cui uno deve essere presentato entro il 15 gennaio 1986 al servizio provinciale competente in materia di turismo ed il secondo deve essere presentato. entro il 15 dicembre 1985, al comune competente che, esperiti i propri accertamenti, provvederà a trasmetterlo al succitato servizio munito della contestuale attestazione del sindaco della corrispondenza dei dati dichiarati alla documentazione di cui al punto 2) del terzo comma dell'articolo 9 fatte salve le specifiche norme provinciali in deroga e transitorie. Per gli esercizi di affittacamere per i quali entrambi i predetti originali perverranno al servizio provinciale competente in materia di turismo entro il 15 gennaio 1986 la classifica, secondo il sistema previsto dalla presente legge, entra in vigore il 1° dicembre 1986. Per i rimanenti esercizi di affittacamere la classificazione ha carattere provvisorio fino alla data del 30 novembre 1993. Dopo tale data l'attestato di classificazione di cui all'articolo 20 viene revocato.
2. Gli esercizi di affittacamere esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge devono, entro il 15 gennaio 1993, adeguare la superficie delle camere destinate agli ospiti almeno a quella stabilita al successivo comma. Qualora detti esercizi non abbiano effettuato entro il predetto termine gli adeguamenti previsti e/o non possiedano i requisiti indicati nell'allegata tabella D necessari per l'attribuzione di classifica ai sensi del presente capo, sono assegnati alla quarta categoria, con decorrenza 1°dicembre 1986, purché posseggano i requisiti stabiliti al terzo e quarto comma dell'art. 4 e ai commi primo e secondo dell'art. 5. li disposto di cui al secondo comma dell'articolo 4 si applica solo ad avvenuta realizzazione degli anzidetti adeguamenti.
Si deroga peraltro dalla superficie minima stabilita al secondo comma dell'articolo 5 nel caso di servizi igienici realizzati in base a concessione edilizia rilasciata in data anteriore a quella di entrata in vigore della presente legge.
3. Le camere a due letti destinate agli ospiti comprese in strutture ricettive classificate affittacamere alla data di entrata in vigore della presente legge possono avere - limitatamente alla dislocazione delle stesse sulle sole superfici sottostanti le coperture esistenti alla medesima data, ivi compresa la superficie del sottotetto eventualmente recuperabile a piano abitabile - una superficie minima, al netto di ogni altro ambiente accessorio, di metri quadrati 12, ferma restando la superficie minima di metri quadrati 8 per le camere ad un letto e l'aumento di metri quadrati 6 per ogni letto in più oltre il secondo. La frazione di superficie superiore a metri quadrati 0,50 è arrotondata all'unità.
4. Gli esercizi di affittacamere esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge che disponendo di più di 8 camere da letto destinate agli ospiti non possiedono, peraltro, i requisiti necessari per la attribuzione di classifica alberghiera ai sensi del precedente capo, vengono classificati affittacamere in deroga al numero delle camere di cui al primo comma dell'articolo 15.
5. Per il periodo intercorrente tra l'entrata in vigore della presente legge e il 30 novembre 1986, la classificazione degli esercizi di affittacamere di nuova apertura sarà determinata in base alla normativa statale stabilita con la legge 16 giugno 1939, n. 1111, e successive modificazioni, fermo restando l'obbligo della presentazione della dichiarazione prevista dall'articolo 18 della presente legge entro il 15 gennaio 1986. Nel suddetto periodo non saranno attuate modifiche di classificazione in relazione al mutamento delle condizioni a suo tempo accertate.
6. La classificazione degli esercizi di affittacamere effettuata ai sensi della legge 16 giugno 1939, n. 1111, e successive modificazioni, rimane in vigore a tutti gli effetti fino al 30 novembre 1986.
7. Salvo quanto previsto ai precedenti commi, con l'entrata in vigore della presente legge cessano di avere applicazione, nell'ambito della provincia di Trento, le norme della legge sopra citata ed ogni altra norma incompatibile con la presente legge .


CAPO III
Pubblicità dei prezzi degli esercizi alberghieri

Art. 24. Tabella dei prezzi.
1. E' fatto obbligo ai conduttori di esercizi alberghieri di tenere esposto in modo ben visibile nella zona di ricevimento degli ospiti una tabella sulla quale siano indicati i prezzi massimi che si applicheranno per:
a) le camere a uno o due letti con annessi o meno servizi igienici privati;
b) gli appartamenti con annessi o meno servizi igienici privati;
c) la pensione, la mezza pensione ed il pernottamento con prima colazione, riferite all'alloggio con annessi o meno servizi igienici privati. Si intende per "pensione" il servizio di alloggio e di somministrazione della prima colazione, pranzo e cena. Per "mezza pensione" si intende il servizio di alloggio e di somministrazione della prima colazione e di un pasto. Per il "pernottamento con prima colazione" si intende il servizio di alloggio e di somministrazione della prima colazione. i relativi prezzi devono essere applicati, entro il limite massimo indicato in tabella, in caso di permanenza non inferiore a tre giorni.
Qualora la "pensione", la "mezza pensione" od il "pernottamento con prima colazione" siano prestati con alloggio in camera singola, i relativi prezzi possono essere aumentati fino al 20 per cento rispetto a quelli con alloggio in camera a due letti;
d) i pasti a lista fissa (prima colazione, pranzo e cena).
2. La tabella deve indicare altresì, in conformità a quanto indicato nella licenza di esercizio alberghiero l'elenco completo delle camere e degli appartamenti destinati agli ospiti con specificazione del numero di letti e dei servizi igienici di cui sono dotati e l'indicazione del prezzo massimo relativo.
3. Nel caso di camere a più di due letti i conduttori di esercizi alberghieri sono autorizzati ad indicare in tabella il prezzo dichiarato ai sensi della lettera a) del primo comma relativamente alla camera a due letti aumentato per ogni letto in più in misura non superiore al 40 per cento. Nei casi previsti dal secondo comma dell'articolo 4 per il letto aggiunto deve essere applicato un prezzo non superiore al 50 per cento di quello dichiarato ai sensi della lettera a) del primo comma, mentre per il letto aggiunto nell'appartamento deve essere applicata una riduzione del 50 per cento sul quoziente derivante dalla divisione del prezzo dichiarato ai sensi della lettera b) del primo comma per il numero dei letti autorizzati nell'appartamento medesimo. Nei casi di letto aggiunto ai sensi del secondo comma dell'articolo 4 sul trattamento di "pensione", "mezza pensione" e di "pernottamento con prima colazione" deve essere applicata una riduzione non inferiore al 10 per cento.
4. Qualora una camera a due o più letti, anche facente parte di un appartamento, con annessi o meno servizi igienici privati, venga assegnata ad una sola persona, il prezzo non potrà superare quello massimo per la camera ad un letto con annessi o meno servizi igienici privati. Nel caso in cui l'esercizio alberghiero non sia dotato di camere ad un letto, il prezzo non potrà superare il 75 per cento di quello massimo stabilito per la camera a due letti con corrispondenti servizi.
5. Qualora una camera a due o più letti venga assegnata ad una sola persona, che la chieda espressamente nonostante la disponibilità di camera ad un letto, il prezzo sarà corrispondente a quello della camera stessa.
6. Qualora il conduttore intendesse applicare due serie di prezzi in relazione a periodi di bassa ed alta stagione dovrà esporre una tabella contenente le indicazioni di cui ai commi precedenti riferite specificamente ai due diversi periodi.
7. La Giunta provinciale, su proposta dell'Associazione degli albergatori maggiormente rappresentativa a livello provinciale, determina, con riferimento alle diverse località, i periodi di bassa e alta stagione in cui possono essere applicati prezzi diversi ai sensi del comma precedente. La proposta dell'Associazione degli albergatori, riferita all'intero arco annuale, deve essere presentata entro il 30 aprile di ogni anno.
8. I conduttori di esercizi alberghieri non possono applicare prezzi superiori a quelli indicati in tabella .

Art. 25. Prestazioni comprese nei prezzi.
1. Il prezzo delle camere e degli appartamenti si intende riferito ad un soggiorno di durata non superiore a ventiquattro ore, comprensivo comunque del pernottamento. Di norma le camere e appartamenti devono essere lasciati liberi per le ore 10.
2. I prezzi indicati nella tabella sono riferiti a tutte le prestazioni abituali, ad eccezione della somministrazione di bevande. In essi è compresa l'imposta sul valore aggiunto ed esclusa l'imposta di soggiorno. L'imposta di soggiorno può esser compresa nel prezzo qualora ne venga fatta espressa menzione
nella tabella .

Art. 26. Compilazione della tabella.
1. La tabella di cui all'articolo 24 deve essere compilata su apposito modello, predisposto dalla Giunta provinciale, in due originali sottoscritti dal conduttore dell'esercizio alberghiero.
2. Devono essere predisposte due diverse tabelle riferite ai prezzi massimi da applicare rispettiva mente per i periodi di apertura compresi fra il 1° dicembre - 30 aprile e 10 maggio - 30 novembre.
3. Detti periodi, su proposta dell'Associazione albergatori maggiormente rappresentativa a livello provinciale, possono essere annualmente modificati con deliberazione della Giunta provinciale, ferme restando le date dell'I dicembre e 30 novembre.
4. Le tabelle devono riportare il disposto dell'ultimo comma dell'articolo 24.
5. Uno degli originali deve essere inviato all'Assessorato provinciale competente in materia di turismo entro il 30 aprile per i prezzi che si riferiscono al periodo 10 dicembre - 30 aprile, ed entro il 30 novembre per i prezzi che si riferiscono al periodo 10 maggio 30 novembre.
6. Negli esercizi alberghieri per i quali non si sia provveduto all'invio della tabella a norma del precedente comma, non possono essere applicati prezzi superiori a quelli indicati nell'ultima tabella regolarmente inviata relativa agli stessi periodi stagionali.

Art. 27. Nuovi esercizi alberghieri e cambi di gestione.
1. I conduttori di esercizi alberghieri di nuova apertura, o di esercizi ai quali è stata attribuita una nuova classificazione durante il quinquennio, devono ottemperare all'obbligo dell'invio della tabella prevista al precedente articolo entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione stabilita dal secondo comma dell'articolo 10.
2. In caso di cambio di gestione il conduttore subentrante, qualora intenda variare i prezzi già praticati dal conduttore uscente, deve inviare all'Assessorato provinciale competente in materia di turismo una nuova tabella contemporaneamente alla richiesta di subingresso nella licenza di esercizio alberghiero.
3. Nel caso di mancato rispetto di quanto previsto nel presente articolo, il conduttore di esercizio alberghiero al quale è stata attribuita una nuova classificazione, e il conduttore subentrante in caso di cambio di gestione, non possono applicare prezzi superiori a quelli esposti nell'ultima tabella regolarmente presentata e relativa agli stessi periodi stagionali.

Art. 28. Cartellino dei prezzi.
1. E' fatto obbligo ai conduttori di esercizi alberghieri di tenere esposto in ogni camera e in ogni appartamento, in luogo ben visibile, un cartellino contenente i seguenti dati:
a) la denominazione dell'esercizio alberghiero;
b) la classificazione;
c) il numero assegnato alla camera o all'appartamento;
d) il numero dei letti;
e) il prezzo giornaliero della camera o dell'appartamento, della "pensione", della "mezza pensione" e del "pernottamento con prima colazione" per persona, riferiti, eventualmente, ai periodi stagionali di bassa ed alta stagione .
2. I dati indicati nel predetto cartellino devono essere uguali a quelli contenuti nella tabella dei prezzi esposta ai sensi dell'articolo 24.
3. Il cartellino di cui al primo comma è compilato su modello predisposto, in unico tipo per tutti gli esercizi alberghieri, dalla Giunta provinciale; deve riportare il disposto dell'ultimo comma dell'articolo 24 e l'avviso che di norma le camere e gli appartamenti devono essere lasciati liberi per le ore 10. Il cartellino è scritto nelle lingue italiana, tedesca, inglese e francese.

Art. 29. Reclami.
1. I clienti di un esercizio alberghiero ai quali siano stati richiesti prezzi superiori a quelli massimi risultanti dalla tabella di cui all'articolo 24 possono presentare all'Assessorato provinciale competente in materia di turismo, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, entro trenta giorni decorrenti da quello di rilascio del documento previsto al seguente comma, un reclamo indicante la denominazione e l'indirizzo dell'esercizio alberghiero e la descrizione dei fatti contestati, debitamente documentato.
2. Al fine del controllo sui prezzi, fatte salve le norme dello Stato in materia tributaria, i conduttori degli esercizi alberghieri devono rilasciare, a richiesta del cliente, copia del conto, o di documento contabile, dal quale risultino, fra l'altro, i seguenti dati:
a) nome e cognome del cliente;
b) numero delle persone alloggiate per le quali viene rilasciato il conto;
c) numero effettivo delle camere o appartamenti assegnati;
d) prezzo giornaliero della camera o appartamento, dei pasti ovvero della "pensione", della "mezza pensione" e del "pernottamento con prima colazione", e delle eventuali prestazioni straordinarie;
e) giorni, mese ed anno al quale si riferisce il conto.
3. In ordine al reclamo viene sentito il conduttore, il quale può far pervenire proprie osservazioni nei trenta giorni successivi alla richiesta di controdeduzioni da parte dei competenti uffici provinciali.
4. Nel caso in cui il reclamo risulti fondato il funzionario dirigente gli uffici provinciali competenti in materia di turismo comunicherà con lettera raccomandata con avviso di ricevimento al reclamante e al conduttore dell'esercizio il prezzo massimo che poteva essere richiesto dall'albergatore per i servizi forniti e darà corso al procedimento relativo all'applicazione della sanzione amministrativa di cui all'articolo 39, lettera c).
5. Il conduttore è tenuto a rimborsare il cliente dell'importo pagato in più entro quindici giorni dalla comunicazione prevista al precedente comma e contemporaneamente comunicare gli estremi dell'avvenuto pagamento all'Assessorato provinciale competente in materia di turismo.

Art. 30. Elenchi ufficiali.
1. La Giunta provinciale provvede alla compilazione e pubblicazione di elenchi ufficiali di tutti gli esercizi alberghieri della Provincia, contenenti i dati relativi alla loro classificazione, al numero delle camere e dei letti destinati agli ospiti, alla dotazione complessiva di servizi igienici e ad ogni altra attrezzatura, nonché i prezzi massimi relativi agli esercizi alberghieri stessi.
2. Gli elenchi devono essere pubblicati in due edizioni annuali.
3. La Giunta provinciale ha facoltà di provvedere alla pubblicazione di estratti o fascicoli separati degli elenchi stessi.
4. Le pubblicazioni di cui ai commi precedenti possono contenere anche dati e notizie riguardanti altri aspetti relativi all'organizzazione e al patrimonio turistico provinciale.
5. E' fatto obbligo ad ogni conduttore di esercizio alberghiero di tenere esposta, in modo che possa essere facilmente consultata. copia della più recente edizione dell'elenco ufficiale in vigore. A tal fine la Giunta provinciale provvede alla distribuzione gratuita di copia degli elenchi ai conduttori di esercizi alberghieri.

Art. 31. Pubblicazioni.
1. Chiunque provveda a far pubblicare prezzi e dati concernenti l'attrezzatura di esercizi alberghieri esistenti in Provincia di Trento deve attenersi ai dati riportati negli elenchi ufficiali di cui all'articolo 30 o nelle tabelle di cui all'articolo 24, indicando il periodo cui i prezzi stessi si riferiscono e specificando che detti prezzi sono quelli massimi applicabili.
2. E' tuttavia consentito far pubblicare anche prezzi inferiori a quelli indicati nella tabella.

Art. 32. Norme transitorie e finali.
1. I prezzi denunciati per l'anno 1985 in conformità al regio decreto 24 ottobre 1935, n. 2049, convertito, con modificazioni, nella legge 26 marzo 1936, n. 526, e successive modificazioni, sono applicati fino al 30 novembre 1985.
2. Le tabelle relative ai prezzi da applicarsi nei periodi 1. dicembre 1985 - 30 aprile 1986 e 1° maggio 1986 - 30 novembre 1986 devono essere inviate all'Assessorato provinciale competente in materia di turismo rispettivamente entro il 30 aprile 1985 e 30 novembre 1985.
3. Salvo quanto disposto al comma precedente le norme del presente capo entrano in vigore al 1. dicembre 1985. Dalla stessa data cessano di avere applicazione, nell'ambito della Provincia di Trento, le norme del regio decreto sopra citato ed ogni altra norma incompatibile con il presente capo .


CAPO IV
Pubblicità dei prezzi degli esercizi di affittacamere

Art. 33. Tabella dei prezzi.
1. E' fatto obbligo ai conduttori di esercizi di affittacamere di tenere esposto nei locali adibiti all'esercizio, in modo ben visibile accanto all'attestato di classificazione di cui all'articolo 20, una tabella sulla quale sia indicato, con riferimento alle diverse possibilità di alloggio risultanti dall'attestato di classifica, il prezzo massimo che può essere applicato riferito a un periodo di tre giorni continuativi. Nella determinazione dei prezzi delle camere destinate agli ospiti si applicano le disposizioni previste ai commi terzo, quarto e quinto dell'articolo 24.
2. Qualora l'esercizio di affittacamere fornisca anche somministrazione di pasti, nella tabella dei prezzi deve essere indicato anche il prezzo massimo dei pasti, nonché quello di "pensione", di "mezza pensione" e di "pernottamento con prima colazione".
3. Per "pensione", "mezza pensione" e "pernottamento con prima colazione" si intendono i servizi indicati alla lettera c) dell'articolo 24 e i relativi prezzi sono riferiti a prestazioni per tre giorni continuativi.
4. Nel caso previsto dall'articolo 22, il prezzo delle camere si intende riferito ad un soggiorno di durata non superiore a ventiquattro ore, comprensivo del pernottamento. I prezzi di pensione e mezza pensione sono applicati in caso di permanenza non inferiore a tre giorni.
5. La tabella deve essere compilata su apposito modello predisposto dalla Giunta provinciale, in due originali sottoscritti dal conduttore dell'esercizio, uno dei quali deve essere presentato all'Assessorato competente in materia di turismo entro il 30 settembre di ogni anno.
6. La tabella è riferita ai prezzi da applicare dal 1. dicembre al 30 novembre dell'anno successivo.
7. Negli esercizi di affittacamere per i quali non sia stato provveduto alla presentazione della tabella nei termini di cui al precedente quinto comma, non possono essere applicati prezzi superiori a quelli indicati nell'ultima tabella regolarmente presentata.
8. I conduttori di esercizi di affittacamere, fermo quanto disposto al secondo comma dell'articolo 25, anche precedentemente al 30 novembre:
a) possono sostituire la tabella qualora, successivamente al 30 aprile, intendano variare i prezzi per il rimanente periodo fino al 30 novembre. A tal fine la tabella deve essere presentata all'Assessorato provinciale competente almeno trenta giorni prima della data dalla quale si `intendono applicare i nuovi prezzi;
b) devono sostituire la tabella in caso di nuova classificazione dell'esercizio;
c) devono sostituire la tabella qualora, in caso di cambio di conduzione, il conduttore subentrante intenda variare i prezzi già praticati dal conduttore uscente.
9. Nei casi previsti alle precedenti lettere b) e c), la tabella deve essere presentata all'Assessorato provinciale competente in materia di turismo entro trenta giorni dal provvedimento di classificazione, rispettivamente dalla data di subingresso.
10.Non possono essere applicati prezzi superiori a quelli massimi stabiliti in tabella .

Art. 34. Reclami.
1. I clienti di un esercizio di affittacamere ai quali siano stati richiesti prezzi superiori a quelli indicati nella tabella possono presentare all'Assessorato provinciale competente in materia di turismo reclamo.
2. Si applicano. in quanto compatibili, le norme stabilite all'articolo 29.

Art. 35. Pubblicazioni.
1. Chiunque provveda a far pubblicare prezzi e dati concernenti l'attrezzatura di esercizi di affittacamere esistenti in Provincia di Trento deve attenersi ai dati riportati sull'attestato di classificazione di cui all'articolo 20 e nella tabella dei prezzi di cui all'articolo 33, indicando il periodo cui i prezzi stessi si riferiscono e specificando che detti prezzi sono quelli massimi applicabili.
2. E' tuttavia consentito far pubblicare anche prezzi inferiori a quelli indicati nella tabella.

Art. 36. Norma transitoria.
1. Fino al 30 novembre 1985 continuano ad applicarsi i prezzi stabiliti in conformità alla legge 16 giugno 1939,n.1111.
2. Le tabelle dei prezzi da applicarsi con decorrenza 1. dicembre 1985 vengono compilate ai sensi del precedente articolo 33, e devono essere presentate all'Assessorato provinciale competente in materia di turismo entro il 30 settembre 1985.
3. Salvo quanto previsto al comma precedente, le norme del presente capo entrano in vigore il 1. dicembre 1985. Dalla stessa data cessano di avere applicazione, nell'ambito della Provincia di Trento, le norme della legge sopra citata ed ogni altra norma incompatibile con il presente capo.


CAPO V
Sanzioni amministrative

Art. 37. Sanzioni per la violazione delle disposizioni concernenti la classificazione alberghiera.
1. Il conduttore di un esercizio alberghiero che fa figurare nel segno distintivo di cui all'ultimo comma dell'articolo 6 un numero di stelle diverso da quello attribuito all'esercizio, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Lire 200.000 a Lire 1.200.000.
2. Il conduttore di un esercizio alberghiero che:
a) non espone in modo ben visibile all'interno e all'esterno del proprio esercizio il segno distintivo di cui all'ultimo comma dell'articolo 6;
b) al di fuori dell'ipotesi prevista al primo comma e alla precedente lettera a), e al primo comma dell'articolo 41, attribuisce al proprio esercizio alberghiero, con scritti o stampati, ovvero pubblicamente in qualsiasi altro modo, una classificazione diversa da quella che all'esercizio è stata attribuita;
c) non fa pervenire in termini la dichiarazione di cui al primo o al secondo comma dell'articolo 9 all'Assessorato competente in materia di turismo;
d) nella denuncia di cui al primo o al secondo comma dell'articolo 9 espone elementi non veritieri;
e) non fornisce agli uffici dell'Assessorato provinciale competente in materia di turismo le informazioni richieste o non consente gli accertamenti disposti d'ufficio ai sensi del primo comma dell'articolo 10 ai fini della classificazione;
f) doti le camere destinate agli ospiti di un numero di letti superiore a quello indicato nella tabella dei prezzi,
è soggetto, per ciascuna delle violazioni sopra indicate, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Lire 100.000 a Lire 600.000.
3. Nel caso previsto al primo comma e alle lettere a), b), d), e) ed f) del secondo comma può essere disposta dal Presidente della Giunta provinciale la sospensione della licenza di esercizio per un periodo non superiore a tre mesi.
4. Il conduttore di un esercizio alberghiero che adotta per il proprio esercizio una qualifica diversa da quella alla quale l'esercizio stesso appartiene ai sensi dell'articolo 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Lire 100.000 a Lire 600.000.
5. E' fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato ai sensi delle norme in vigore.

Art. 38.
Sanzioni per la violazione delle disposizioni concernenti la classificazione degli esercizi di affittacamere
1. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni penali, qualora il fatto costituisca reato ai sensi delle leggi vigenti, il conduttore di un esercizio di affittacamere che:
a) adibisce all'esercizio più di otto camere da letto salvo il caso previsto dal quarto comma dell'articolo 23 ;
b) fornisce alloggio per un periodo inferiore a tre giorni, ad eccezione del caso in cui ciò sia consentito ai sensi dell'articolo 22;
c) dota le camere dell'esercizio di un numero di letti superiore a quello consentito in base all'attestato di classificazione di cui all'articolo 20;
d) fornisce agli alloggiati il servizio di somministrazione di pasti e bevande senza che tale facoltà sia indicata nell'attestato di classificazione di cui all'articolo 20;
e) non fa pervenire la dichiarazione di cui all'articolo 18;
f) non espone nei locali adibiti all'esercizio in modo ben visibile per tutti gli alloggiati l'attestato di classificazione di cui all'articolo 20;
g) attribuisce al proprio esercizio di affittacamere, al di fuori dell'ipotesi prevista dal secondo comma dell'articolo 41, con scritti o stampati ovvero pubblicamente in qualsiasi altro modo, una categoria diversa da quella che all'esercizio è stata attribuita o un'attrezzatura diversa da quella risultante dall'attestato di classificazione di cui all'articolo 20,
è soggetto, per ciascuna delle violazioni sopra indicate, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Lire 100.000 a Lire 600.000.

Art. 39. Sanzioni per la violazione delle disposizioni concernenti la pubblicità dei prezzi degli esercizi alberghieri
1. Il conduttore di un esercizio alberghiero che:
a) non provvede alla presentazione all'Assessorato provinciale competente in materia di turismo della tabella di cui all'articolo 24;
b) non espone la tabella dei prezzi di cui all'articolo 24;
c) applica prezzi superiori a quelli risultanti nella tabella di cui all'articolo 24;
d) non rilascia, a richiesta del cliente, copia del conto o di documento contabile, o la rilascia priva dei dati previsti al secondo comma dell'articolo 29;
e) indica nei cartellini di cui all'articolo 28 prezzi diversi da quelli contenuti nella tabella;
f) non applica le riduzioni previste ai commi terzo e quarto dell'articolo 24, è soggetto, per ciascuna delle violazioni sopra indicate, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Lire 200.000 a Lire 1.200.000.
2. Nel caso di violazioni di cui alle lettere b), c), d) ed e) può essere disposta dal Presidente della Giunta provinciale la sospensione della licenza d'esercizio per un periodo non superiore a tre mesi.
3. Il conduttore di un esercizio alberghiero che:
g) espone la tabella dei prezzi in difformità a quanto previsto dal primo comma dell'articolo 24;
h) non espone nelle camere o negli appartamenti i cartellini dei prezzi di cui all'articolo 28, o li espone in modo non ben visibile ovvero espone i cartellini stessi compilati irregolarmente;
i) non tiene esposta la copia della più recente edizione dell'elenco ufficiale ai sensi del quinto comma dell'articolo 30, è soggetto, per ciascuna delle violazioni indicate alle lettere g), h) ed i), alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Lire 100.000 a Lire 600.000.
4. E' fatta salva l'applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato ai sensi delle norme in vigore .

Art. 40. Sanzioni per la violazione delle disposizioni concernenti la pubblicità dei prezzi degli esercizi di affitta camere.
1. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni penali, qualora il fatto costituisca reato ai sensi delle leggi vigenti, il conduttore di un esercizio di affittacamere che:
a) non espone la tabella dei prezzi di cui all'articolo 33 .
b) applica prezzi superiori a quelli risultanti dalla tabella di cui all'articolo 33;
c) non rilascia a richiesta del cliente, copia del conto o di documento contabile, o la rilascia priva dei dati previsti al secondo comma dell'articolo 29;
d) non applica le riduzioni previste ai commi terzo e quarto dell'articolo 24 .
è soggetto, per ciascuna delle violazioni sopra indicate, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Lire 100.000 a Lire 600.000.
2. Il conduttore di un esercizio di affittacamere che espone in modo non ben visibile la tabella dei prezzi di cui all'articolo 33, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Lire 50.000 a Lire 300.000.

Art. 41.
Sanzioni per la violazione delle disposizioni concernenti la pubblicazione dei prezzi.
1. Chiunque provveda a far pubblicare prezzi o dati concernenti l'attrezzatura di esercizi alberghieri esistenti in Provincia di Trento senza osservare quanto disposto dall'articolo 31, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Lire 200.000 a Lire 1.200.000.
2. Chiunque provveda a far pubblicare prezzi o dati concernenti l'attrezzatura di esercizi di affittacamere esistenti in Provincia di Trento senza osservare quanto disposto dall'articolo 35, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Lire 100.000 a Lire 600.000.

Art. 42. Vigilanza.
1. La vigilanza sull'osservanza delle disposizioni contenute nella presente legge e delle prescrizioni imposte dalle leggi e dai regolamenti per gli esercizi alberghieri e per gli esercizi di affittacamere, non ché le funzioni di vigilanza già esercitate dal soppresso ente provinciale per il turismo sulle medesime attività, ivi compreso l'accertamento delle relative infrazioni, è esercitata - oltre che dalla polizia dello Stato e dalla polizia locale urbana dai dipendenti addetti agli uffici dell'Assessorato competente in materia di turismo e da quelli addetti agli uffici di polizia amministrativa espressamente designati con deliberazione della Giunta provinciale.
2. Ai fini dell'esercizio delle loro attribuzioni le persone indicate al comma precedente hanno libero accesso ai locali adibiti ad esercizio alberghiero e agli esercizi di affittacamere.
3. Resta fermo quanto stabilito all'articolo 7 del D.P.R. 1. novembre 1973, n. 686.

Art. 43. Applicazione delle sanzioni amministrative.
1. Per l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla presente legge, salvo quanto in essa espressamente stabilito, si osservano le disposizioni della legge 24 dicembre 1975, n. 706, e le norme ivi richiamate.

Art. 44. Accertamento delle infrazioni.
1. Dell'accertamento delle infrazioni previste dalla presente legge viene redatto processo verbale.
2. Nella copia del processo verbale consegnata o inviata al trasgressore e ai soggetti di cui all'articolo 45 deve essere fatta menzione della facoltà di effettuare il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'articolo 48.

Art. 45. Responsabilità solidale.
1. Qualora le violazioni siano commesse da persona soggetta all'altrui autorità, direzione o vigilanza, la persona rivestita dell'autorità, incaricata della direzione o vigilanza è tenuta in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questi dovuta.
2. Per le violazioni commesse da chi ha la rappresentanza o l'amministrazione di enti forniti di personalità giuridica, o è con essi in rapporto di dipendenza, l'ente è tenuto in solido con l'autore della violazione al pagamento della somma da questi dovuta.

Art. 46. Contestazione.
1. La violazione, quando sia possibile, deve essere contestata immediatamente tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in soldo al pagamento della somma dovuta per la violazione stessa.
2. Copia del processo verbale è consegnata immediatamente al trasgressore e alla persona obbligata in solido; ove non sia possibile, o il trasgressore, o la persona obbligata in solido, rifiuti di riceverla, copia del processo verbale viene inviata agli interessati, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento. entro trenta giorni dall'avvenuta contestazione della violazione.
3. Se non sia avvenuta la contestazione personale per tutte o alcuna delle persone indicate nel primo comma, gli estremi della violazione devono essere notificati agli interessati residenti in Italia entro il termine di novanta giorni dall'accertamento. La notificazione è eseguita a norma degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile.
4. L'obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione si estingue per la persona nei cui confronti sia stata omessa la notificazione nel termine prescritto.
5. I processi verbali di accertamento e tutta la relativa documentazione sono inoltrati immediatamente dopo la contestazione o la notificazione agli uffici dell'Assessorato provinciale competente in materia di turismo.

Art. 47. Scritti difensivi.
1. Entro i trenta giorni successivi alla data della contestazione o notificazione della violazione, il trasgressore e i soggetti di cui all'articolo 45 possono formulare scritti difensivi contenenti proprie deduzioni in ordine alle violazioni contestate.
2. Gli scritti difensivi sono presentati direttamente o spediti mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento all'Assessorato provinciale competente in materia di turismo.

Art. 48. Pagamento in misura ridotta.
1. E' ammesso il pagamento con effetto liberatorio per tutti gli obbligati di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per l'infrazione commessa, entro il termine di sessanta giorni dalla contestazione personale o, se questa non vi sia stata, dalla notificazione.
2. Del pagamento deve essere data comunicazione, entro il decimo giorno da quello in cui è avvenuta, all'Assessorato provinciale competente in materia di turismo.

Art. 49. Ordinanza e ingiunzione. Opposizione.
1. Qualora non sia avvenuto il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'articolo precedente, il funzionario dirigente i servizi provinciali del turismo, esaminati gli eventuali scritti difensivi di cui all'articolo 47, se ritiene fondato l'accertamento determina con ordinanza motivata la somma dovuta per la violazione entro limiti, minimo e massimo, stabiliti dalla presente legge, e ne ingiunge il pagamento, insieme con le spese di notificazione, all'autore della violazione e alle persone che vi sono obbligate solidamente.
2. L'ingiunzione di pagamento prefigge un termine non inferiore a trenta giorni dalla notificazione per il pagamento stesso al tesoriere della Provincia. Del pagamento deve essere data comunicazione, entro il decimo giorno da quello in cui è avvenuto, all'assessorato provinciale competente in materia di turismo.
3. La notificazione dell'ingiunzione è eseguita a norma degli articoli 137 e seguenti dei codice di procedura civile.

Art. 50. Somme riscosse per violazioni.
1. Le somme riscosse ai sensi dei precedenti articoli saranno introitate nel della Provincia.

Art. 51. Prescrizione.
1. Il diritto di riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione.


CAPO VI
Disposizioni finanziarie

Art. 52. Autorizzazione di spesa.
1. Per gli interventi previsti dalla presente legge è autorizzato lo stanziamento di lire 30.000.000 a carico dell'esercizio finanziario 1981.
2. Per gli esercizi successivi sarà disposto annualmente apposito stanziamento con legge di bilancio annuale in misura comunque non superiore alle previsioni recate dal bilancio pluriennale.

Artt. 53 - 54.
(Omissis)

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Gruppo Cariparma
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