Fiaip - Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali

Legge Regionale n. 34 del 22 luglio 1980

Disciplina delle attività di ricezione turistica all'aperto. (B.U. 12 settembre 1980, n. 8).

Art. 1. Complessi ricettivi turistici all'aperto - Nella Regione Valle d'Aosta i complessi ricettivi turistici all'aperto sono disciplinati dalle norme della presente legge.

Sono complessi ricettivi turistici all'aperto i parchi di campeggio e i villaggi turistici.

I parchi di campeggio sono aree appositamente attrezzate per la sosta o il soggiorno temporaneo di turisti provvisti di propri mezzi di soggiorno mobili costituiti da tende, carrelli tende e veicoli, o rimorchi di veicoli, attrezzati a uso abitazione provvisoria (roulottes, autocaravans, campers e consimili).

I complessi di cui al precedente comma possono essere dotati, ad uso dei turisti sprovvisti di mezzi propri di soggiorno, di tende e di sommari allestimenti fissi unifamiliari non aventi comunque le caratteristiche della ricettività di tipo alberghiero, per una capacità ricettiva non superiore al 10 percento della ricettività totale.

Qualora la capacità ricettiva degli allestimenti fissi ecceda il 10 percento della ricettività totale di un singolo complesso, quest'ultimo assume la denominazione di villaggio turistico.

Al di fuori dei complessi di cui ai paragrafi precedenti è tassativamente vietata qualsiasi forma di sosta o soggiorno in tende, anche per periodi inferiori alle 24 ore.

La sosta dei veicoli o rimorchi, come sopra definiti, al di fuori dei complessi medesimi è consentita limitatamente alle sole ore diurne.

Le disposizioni della presente legge non si applicano:

a) ai bivacchi alpinistici in tende realizzati a quote superiori a metri 2500 slm;

b) agli attendamenti occasionali, che non eccedano comunque le 48 ore, organizzati da enti o associazioni senza fini di lucro nell'ambito della loro attività istituzionale, in località non servite da parchi di campeggio o da villaggi turistici e comunque site a distanza non inferiore a m. 500 dal più vicino impianto attivo;

c) ai campeggi mobili in tenda, aventi una durata massima di 45 giorni, organizzati esclusivamente a favore di propri associati da enti o associazioni senza fini di lucro nell'ambito della loro attività istituzionale e siti in aree pubbliche o private nelle quali siano assicurati, oltreché un comodo accesso per automezzi, i servizi generali indispensabili per garantire il rispetto delle norme igienico - sanitarie e la salvaguardia della pubblica salute.

E' attribuita al sindaco la potestà di concedere le autorizzazioni per i campeggi di cui alla lettera c) del precedente comma, nel rispetto delle prescrizioni di cui al successivo articolo 3.

 

Art. 2. Caratteristiche tecniche e classificazione - I parchi di campeggio e i villaggi turistici devono rispondere alle caratteristiche tecniche elencate nell'allegato 1 e sono classificati nelle categorie e secondo i principi di cui all'allegato 2, tabelle A e B, della presente legge.

I complessi ricettivi che non rispondono alle caratteristiche previste dalla presente legge per i campeggi e i villaggi turistici, né a quelli previsti dalla vigente legislazione per le case per ferie, gli ostelli per la gioventù e gli autostelli, sono assoggettati alla disciplina delle aziende alberghiere.

 

Art. 3. Ubicazione dei complessi ricettivi all'aria aperta - Possono essere autorizzati complessi ricettivi all'aria aperta esclusivamente nelle zone nelle quali gli strumenti urbanistici vigenti consentano tale destinazione del territorio.

Nei comuni in cui si applicano le disposizioni del Capo II della legge regionale 15 giugno 1978 n. 14, e successive modificazioni e integrazioni, il rilascio dell'autorizzazione è subordinato:

a) alla favorevole deliberazione del consiglio comunale in merito alla prevista localizzazione dei complessi anzidetti;

b) al rispetto delle disposizioni di cui alla legge regionale sopracitata (1).

Le disposizioni di cui al comma precedente punto b) si applicano altresì nei casi di ampliamento di fabbricati destinati a servizi di complessi ricettivi esistenti.

Il rilascio dell'autorizzazione è inoltre subordinato alle seguenti dichiarazioni:

1) di salubrità dell'area prescelta, emessa dall'autorità sanitaria competente per territorio;

2) di assenso dei Servizi forestali regionali, per quanto di competenza dei medesimi.

Se negative, le dichiarazioni di cui ai commi precedenti devono essere motivate.

 

Art. 4. Autorizzazione - L'apertura e l'esercizio dei complessi ricettivi all'aria aperta, come definiti nel precedente articolo 1, sono soggetti ad autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale competente per territorio.

L'autorizzazione vale sino a quando permangono invariate le situazioni di fatto e di diritto esistenti al momento del rilascio; in caso di entrata in vigore di nuove norme regolanti la materia della ricezione all'aria aperta la validità dell'autorizzazione stessa si intende subordinata al rispetto delle eventuali prescrizioni sopravvenute. L'esercizio dell'attività di ricezione turistica all'aperto presuppone inoltre il possesso da parte del titolare dell'attività stessa dei requisiti previsti dagli articoli 11 e 92 del TU della legge di PS approvato con Regio Decreto 18 giugno 1931, numero 773.

Per gli anni successivi a quello del rilascio, la dimostrazione dell'avvenuto pagamento delle tasse di concessione dovute determina, rimanendo invariate tutte le condizioni originarie, il rinnovo automatico dell'autorizzazione.

 

Art. 5. Titolari dell'autorizzazione - L'autorizzazione può essere rilasciata a persone fisiche, a persone giuridiche pubbliche e private, nonché ad associazioni e comitati regolarmente costituiti.

Nel caso in cui il titolare dell'autorizzazione non sia persona fisica è altresì obbligatoria la designazione di un rappresentante dell'ente o persona giuridica richiedente, il cui nome deve figurare

nell'autorizzazione comunale quale persona fisica intestataria dell'autorizzazione stessa.

Qualora il titolare dell'autorizzazione non intenda condurre direttamente il complesso è obbligatoria la designazione di un gestore, il cui nominativo deve figurare nell'autorizzazione comunale. Il rappresentante e il gestore di cui al precedente comma devono possedere i requisiti previsti dagli articoli 11 e 92 del TU della legge di PS, approvato con Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773.

 

Art. 6. Domanda di autorizzazione - La domanda intesa ad ottenere l'autorizzazione di cui all'articolo 4 della presente legge, redatta su carta legale, deve essere presentata al sindaco del comune competente per territorio.

La domanda deve indicare:

- le generalità o la denominazione del titolare dell'esercizio e, qualora esista, del suo rappresentante, nonché dell'eventuale gestore;

- la località ove deve sorgere il complesso;

- il tipo di complesso, nonché la sua capacità ricettiva;

- le eventuali attività di vendita di bevande analcooliche o alcooliche, di mensa, di spaccio e di autorimessa;

- il periodo di apertura del complesso;

- i prezzi che s'intendono praticare per ogni servizio o prestazione, comprensivi dell'IVA e, quando applicabile, dell'imposta di soggiorno.

La domanda deve essere corredata da:

- la dichiarazione della libera disponibilità dell'area interessata all'allestimento e delle relative pertinenze;

- la planimetria generale, in scala sufficiente a individuare chiaramente la localizzazione di tutti i servizi e allestimenti, ivi comprese le piazzole con la relativa numerazione (scala minima 1: 1000);

- gli elaborati esecutivi degli allestimenti fissi;

- il certificato di abitabilità degli allestimenti;

- eventuale documentazione fotografica;

- le copie delle dichiarazioni di cui ai punti 1 e 2 del precedente articolo 3, nonché della concessione edilizia;

- il regolamento con il quale viene organizzata la vita interna del complesso, anche in relazione alle modalità di accesso dei visitatori;

- la ricevuta del versamento delle singole tasse di concessione previste dalla legislazione vigente. In sede di istruttoria l'amministrazione comunale ha l'obbligo di acquisire il parere dell'Azienda di soggiorno territorialmente competente o, per le località ove questa non esista, quello dell'assessorato regionale al turismo, urbanistica e beni culturali.

Il parere in questione concerne sia l'opportunità dell'iniziativa sotto il profilo turistico sia l'attribuzione della classifica.

 

Art. 7. Rilascio dell'autorizzazione - Entro 60 giorni dalla data di ricevimento della domanda il comune decide circa il rilascio della autorizzazione all'apertura e all'esercizio del complesso, nonché circa l'assegnazione della classifica.

Nel provvedimento di autorizzazione, oltre alle generalità del titolare e alla classifica, devono essere indicate le caratteristiche del complesso, il periodo di apertura e le generalità dell'eventuale rappresentante e del gestore.

Con lo stesso provvedimento può essere autorizzato l'esercizio della vendita di bevande analcooliche o alcooliche, di spaccio, di mensa e di autorimessa, limitatamente alle persone ospitate.

Il silenzio dell'amministrazione comunale, protratto oltre il termine di cui al primo comma, equivale a diniego dell'autorizzazione ai fini dei ricorsi esperibili in via giurisdizionale.

 

Art. 8. Notifica del rilascio dell'autorizzazione - Ai fini di vigilanza e di controllo copia di ogni autorizzazione rilasciata viene inviata all'autorità sanitaria competente, ai servizi forestali regionali, all'assessorato regionale del turismo, urbanistica e beni culturali e alla Questura di Aosta.

Analoghe segnalazioni vengono effettuate per tutti i casi di revoca o decadenza delle autorizzazioni o per eventuali modificazioni delle condizioni di rilascio.

 

Art. 9. Chiusura temporanea - Il titolare dell'autorizzazione deve segnalare preventivamente al comune e all'assessorato regionale del turismo, urbanistica e beni culturali - ufficio turismo, nonché alla Questura di Aosta, qualsiasi chiusura temporanea non prevista nell'autorizzazione medesima.

Il periodo di chiusura è di un anno prorogabile, a giudizio del comune, per ulteriori sei mesi, trascorsi i quali l'autorizzazione medesima si intende decaduta. Nel caso in cui il parco di campeggio o villaggio turistico rimangono inattivi per chiusura stagionale o temporanea, o per qualsiasi altro motivo, per più di trenta giorni consecutivi, è obbligatoria la rimozione di tutti i mezzi di soggiorno mobili in esso installati (tende, roulottes, autocaravans, ecc.) nonché dei relativi vani di protezione (preingressi).

 

Art. 10. Installazioni fisse - E' vietato attuare allacciamenti e ancoraggi al suolo che determinino di fatto modifiche non prontamente reversibili del carattere di mobilità dei mezzi di soggiorno specificati al terzo comma dell'articolo 1 della presente legge.

E' unicamente consentita la realizzazione, in materiali leggeri, di vani, appoggiati al suolo e trasportabili, aventi funzione di protezione termica dell'ingresso di roulettes, campers, autocaravans e consimili. Le caratteristiche di tali vani (preingressi) sono descritte nell'allegato 1 - punto 16 - della presente legge.

 

Art. 11. Obblighi del titolare - Il titolare e l'eventuale suo rappresentante nella gestione sono responsabili dell'osservanza nel complesso ricettivo delle disposizioni previste nella presente legge, nel TU delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con RDL 18 giugno 1931, n. 773, e di ogni altra disposizione comunque prevista dalle norme legislative e regolamentari vigenti; gli stessi devono comunque assicurare una custodia continua del complesso.

I titolari dei campeggi e dei villaggi turistici devono essere assicurati per i rischi di responsabilità civile nei confronti dei clienti.

 

Art. 12. Denuncia prezzi - I titolari dei complessi hanno l'obbligo, entro il 15 ottobre di ogni anno e con riferimento all'anno solare successivo, di denunciare al comune ed all'assessorato regionale del turismo, urbanistica e beni culturali - ufficio turismo, i prezzi minimi e massimi dei vari servizi, comprensivi di IVA e imposta di soggiorno, qualora applicabile.

L'inosservanza del disposto di cui al primo comma, comporta l'obbligo dell'applicazione delle ultime tariffe regolarmente denunciate.

Per i complessi di nuova apertura i prezzi devono essere denunciati contemporaneamente alla presentazione della relativa domanda.

 

Art. 13. Pubblicità dei prezzi e dei servizi - Le tariffe di cui all'articolo precedente, comprensive di ogni prescritto o eventuale onere, devono essere esposte bene in vista dei turisti all'ingresso degli impianti e nel locale di ricezione, unitamente all'autorizzazione all'esercizio, a copia del regolamento interno e alla planimetria generale del complesso, sulla quale siano chiaramente individuabili i servizi generali, le strade e le piazzole con la relativa numerazione singola. I predetti atti devono riportare il visto di conformità a quelli depositati presso il comune.

 

Art. 14. Vigilanza e sanzioni - La vigilanza sui parchi di campeggio e sui villaggi turistici è esercitata, nell'ambito delle rispettive competenze, dall'amministrazione comunale, dall'assessorato regionale del turismo, urbanistica e beni culturali - Ufficio turismo, dai servizi forestali regionali, dalla competente autorità sanitaria, nonché dalla forza pubblica in genere. Per la violazione delle norme contenute nella presente legge si applicano le seguenti sanzioni amministrative:

a) Lire 2.000.000, per chiunque faccia funzionare uno dei complessi indicati nella presente legge senza la prescritta autorizzazione;

b) Lire 100.000, per la mancata esposizione al pubblico delle tariffe praticate nonché del provvedimento di autorizzazione di cui all'articolo 7 della presente legge;

c) da Lire 500.000 a Lire 1.000.000 per l'applicazione di tariffe difformi da quelle legittimamente determinate;

d) da Lire 800.000 a L. 1.500.000 in caso di superamento della capacità ricettiva massima autorizzata;

e) da Lire 100.000 a Lire 1.000.000 per infrazioni alle norme igienico

- sanitarie, in relazione alla natura e alla gravità delle infrazioni

stesse;

f) Lire 500.000 per violazione delle disposizioni di cui all'articolo 9, secondo comma, della presente legge;

g) da Lire 100.000 a Lire 300.000 per violazione delle disposizioni di cui all'articolo 11 della presente legge;

h) Lire 20.000 per ogni frazione di giorno o giorno intero di sosta al di fuori delle aree disciplinate dalla presente legge.

Nei casi di recidiva delle violazioni di cui alle lettere c), d), e), f), può farsi luogo alla revoca dell'autorizzazione.

I proventi delle sanzioni amministrative sono introitati dai comuni qualora l'accertamento dell'infrazione sia avvenuto ad opera di agenti comunali e, negli altri casi, dalla Regione.

 

Art. 15. Norma transitoria - In sede di prima applicazione della presente legge i titolari di campeggi, già in possesso di autorizzazione in base alla legge 21 marzo 1958, n. 326, conservano tale titolo fino al termine dell'anno 1980, fatto salvo il pagamento delle relative tasse di concessione.

Nel caso in cui gli impianti di cui al primo comma non posseggano i requisiti necessari per la classificazione prevista dalla presente legge, il mantenimento dell'autorizzazione è subordinato all'adempimento, entro il termine di cui al precedente comma, delle prescrizioni intese ad ottenere l'adeguamento degli impianti stessi alle norme in vigore.

 

Allegati- (Omissis).

 

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(1) Lettera così modificata dall'art. 3 della L.R. 9 giugno 1981, n. 32.

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