Fabrizio Segalerba (Fiaip): “La crisi abitativa europea è un problema strutturale che non può essere ricondotto alle sole locazioni brevi”. Serve una cornice europea comune, capace però di rispettare le profonde differenze tra i mercati immobiliari dei singoli territori”.
In vista della presentazione del nuovo Piano europeo per la casa, attesa per il prossimo 9 settembre, il dibattito europeo torna a concentrarsi anche sul possibile ruolo delle locazioni brevi e delle seconde case nelle aree caratterizzate da maggiore tensione abitativa.
FIAIP – Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, aderente a CEPI – European Association of Real Estate Professions, condivide l’esigenza di governare i fenomeni, prevenire le distorsioni, contrastare abusivismo e irregolarità e preservare un corretto equilibrio tra vocazione turistica, funzione residenziale e qualità della vita delle città.
“È però necessario partire dai dati e dalle reali dinamiche del mercato”, dichiara Fabrizio Segalerba, Presidente nazionale FIAIP. “Le locazioni brevi rappresentano complessivamente circa l’1,2% del patrimonio abitativo dell’Unione europea, pur raggiungendo concentrazioni sensibilmente superiori in alcune specifiche destinazioni turistiche. È quindi evidente che situazioni profondamente diverse non possano essere affrontate con strumenti indistinti e generalizzati”.
Secondo le anticipazioni sul Piano europeo, tra il 2015 e il 2025 i prezzi delle abitazioni nelle capitali europee sono cresciuti mediamente del 64,9%, mentre gli affitti sono aumentati del 21,8%. Parallelamente, la carenza di offerta abitativa rimane una delle principali criticità strutturali del mercato europeo, tanto che Bruxelles stima la necessità di oltre due milioni di nuove abitazioni ogni anno.
“Pensare di risolvere la questione abitativa europea intervenendo prevalentemente sugli affitti brevi significherebbe confondere una delle possibili manifestazioni locali del problema con le sue cause strutturali”, prosegue Segalerba. “La vera sfida è aumentare l’offerta di abitazioni, favorire la rigenerazione del patrimonio esistente, ridurre i tempi delle procedure urbanistiche e autorizzative, affrontare l’elevato costo delle costruzioni e dei terreni e creare condizioni capaci di riportare sul mercato residenziale una parte del patrimonio oggi inutilizzato”.
Per FIAIP, eventuali interventi europei dovranno pertanto rispettare criteri di proporzionalità, ragionevolezza e differenziazione territoriale, consentendo misure specifiche laddove esistano effettive e documentate condizioni di tensione abitativa, senza introdurre limitazioni generalizzate che rischierebbero di produrre effetti distorsivi sul mercato e sull’economia turistica.
“Il confronto che si sta sviluppando a Bruxelles è particolarmente importante perché il mercato immobiliare europeo non è un mercato uniforme”, sottolinea Francesco La Commare, Vicepresidente Vicario FIAIP con delega ai Mercati immobiliari esteri e alle Relazioni internazionali e membro del Board CEPI. “Le esigenze di una grande capitale europea, di una città d’arte, di una località a forte vocazione turistica o di un territorio caratterizzato da spopolamento sono profondamente differenti. Occorre quindi una cornice europea chiara, ma capace di lasciare agli Stati e ai territori strumenti proporzionati alle effettive condizioni dei rispettivi mercati. È questa anche la prospettiva che, come professionisti immobiliari europei, riteniamo debba orientare il confronto con le istituzioni dell’Unione”.
Altrettanto importante, per FIAIP, è distinguere la gestione del patrimonio immobiliare del singolo cittadino dalle attività esercitate in forma organizzata e imprenditoriale.
“Regolare non significa vietare”, sottolinea Fabrizio Segalerba. “Un proprietario che mette a reddito uno o pochi immobili nell’ambito della gestione del proprio patrimonio non può essere automaticamente assimilato a chi esercita professionalmente e su larga scala un’attività organizzata nel settore delle locazioni turistiche. Le regole devono tenere conto della natura e della dimensione dell’attività”.
Gli agenti immobiliari professionali, per la loro conoscenza diretta dei mercati locali, possono inoltre, offrire un contributo importante alla costruzione di politiche abitative realmente efficaci, fondate sull’analisi dei dati e sulle specificità dei singoli territori.
“L’Europa ha bisogno di una politica della casa capace di aumentare l’offerta e rendere nuovamente accessibile il mercato abitativo”, conclude Segalerba. “Le locazioni brevi devono essere governate dove producono effettive distorsioni, ma non possono diventare il capro espiatorio di una crisi abitativa che ha origini molto più profonde”.
Roma, 4 settembre 2026
Fonte: Ufficio Stampa



