Imprese femminili: meno numerose ma più solide e strutturate. I dati Unioncamere 2025

Le imprese femminili in Italia diminuiscono leggermente nel numero, ma crescono in dimensione, organizzazione e capacità competitiva. È quanto emerge dall’ultimo Osservatorio per l’Imprenditorialità Femminile di Unioncamere, realizzato con il supporto di SiCamera e Centro Studi Tagliacarne.

Al 31 dicembre 2025 le imprese femminili registrate in Italia sono oltre 1,3 milioni e rappresentano il 22,3% del sistema produttivo nazionale. Rispetto all’anno precedente si registra una lieve flessione dello 0,3%, pari a poco più di 4.000 imprese in meno. Dietro questo dato, tuttavia, si nasconde una trasformazione significativa del tessuto imprenditoriale femminile.

Crescono le imprese femminili più strutturate

Secondo Unioncamere, il calo riguarda principalmente le imprese di dimensioni più ridotte, mentre aumentano le aziende con un numero maggiore di addetti.

Le imprese femminili con 10-49 addetti crescono dello 0,5%, quelle con 50-249 addetti aumentano dell’1,3%, mentre le imprese con oltre 250 addetti registrano una crescita del 3,8%. Parallelamente diminuiscono le attività con meno di 10 addetti.

Si tratta di un segnale importante: l’impresa femminile evolve da modello spesso vicino all’autoimpiego verso forme organizzative più solide, capaci di affrontare il mercato con maggiore competitività e continuità.

Aumentano le società di capitali guidate da donne

Un altro dato significativo riguarda la forma giuridica delle imprese. Le società di capitali femminili crescono del 2,6% rispetto al 2024, con oltre 9.000 realtà in più. Nello stesso periodo diminuiscono le ditte individuali e le società di persone.

Questa dinamica conferma una crescente propensione delle imprenditrici a investire in modelli organizzativi più strutturati, capaci di sostenere percorsi di crescita, innovazione e accesso ai mercati.

Differenze territoriali: dove cresce l’imprenditoria femminile

La distribuzione territoriale delle imprese femminili mostra andamenti differenziati. Le regioni che registrano le performance migliori sono il Trentino-Alto Adige (+1,1%), la Sicilia (+0,7%) e la Sardegna (+0,3%). Tra le province spiccano Sondrio, Gorizia, Palermo, Bolzano, Caltanissetta, Sassari e Trapani, tutte con una crescita superiore all’1%.

I settori con la maggiore presenza femminile

Le attività legate alla cura della persona, all’assistenza sociale, all’istruzione e alla formazione continuano a rappresentare gli ambiti con la più alta presenza di imprese femminili. Elevata anche la partecipazione delle donne nei comparti dell’alloggio e della ristorazione, dell’agricoltura e del commercio.

Un segnale positivo per l’imprenditoria femminile

I dati confermano una tendenza che negli ultimi anni si sta consolidando: le imprese guidate da donne puntano sempre più sulla qualità organizzativa, sull’innovazione e sulla crescita dimensionale.

Per FIAIP Donna, questi numeri rappresentano un segnale incoraggiante. La sfida non è soltanto aumentare il numero delle imprese femminili, ma favorire la nascita e il consolidamento di realtà capaci di creare valore, occupazione e opportunità di sviluppo, contribuendo a ridurre il divario di genere nel mondo economico e professionale.