Dal 22 ottobre 2026 le micro, piccole e medie imprese piemontesi potranno richiedere contributi a fondo perduto per progetti di innovazione digitale. Tra gli interventi finanziabili intelligenza artificiale, CRM, cloud, cybersecurity e realtà virtuale. Premialità anche per le imprese femminili.
Un nuovo sostegno per le imprese piemontesi che vogliono investire nella trasformazione digitale. La Regione Piemonte, insieme al sistema camerale regionale, promuove il Voucher digitalizzazione PMI 2026, una misura che mette a disposizione complessivamente 19,2 milioni di euro, di cui 18 milioni provenienti dal PR FESR Piemonte 2021-2027 e 1,2 milioni dalle Camere di Commercio piemontesi.
L’obiettivo è favorire l’introduzione nelle imprese di tecnologie digitali avanzate, sostenendo sia l’acquisto di beni e servizi strumentali sia le attività di consulenza e formazione necessarie a realizzare veri e propri progetti di innovazione.
Voucher fino a 25.000 euro
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto, con una percentuale che varia in funzione della dimensione dell’impresa:
- 65% delle spese ammissibili per le microimprese;
- 60% per le piccole imprese;
- 50% per le medie imprese.
Il voucher può arrivare fino a un massimo di 25.000 euro per ciascuna impresa. L’importo minimo richiedibile è invece di 4.000 euro per le microimprese e di 5.000 euro per piccole e medie imprese. Ciò corrisponde a un investimento minimo indicativo di 6.153,85 euro per le microimprese, 8.333,33 euro per le piccole e 10.000 euro per le medie.
Il bando ammette sia progetti individuali sia progetti realizzati in forma collaborativa. Quando il progetto coinvolge più imprese con il supporto di un soggetto aggregatore, la percentuale di finanziamento viene incrementata di 5 punti percentuali.
Una premialità per le imprese femminili
Un aspetto di particolare interesse per FIAIP Donna riguarda le premialità previste dal bando. La percentuale di copertura delle spese può infatti essere incrementata in presenza di specifiche caratteristiche dell’impresa, tra cui la rilevanza della componente femminile, il possesso della certificazione della parità di genere, il rating di legalità e lo status di startup o PMI innovativa.
Con una premialità l’intensità dell’agevolazione aumenta di un punto percentuale; in presenza di più premialità l’incremento può arrivare complessivamente a due punti percentuali.
Ai fini del bando, per esempio, è considerata femminile una ditta individuale la cui titolare è una donna. Per le società di persone e le cooperative è richiesta una componente femminile superiore al 50% dei soci, mentre per le società di capitali la partecipazione di genere deve essere superiore al 50%, secondo i criteri specificati dall’avviso.
AI, CRM e cybersecurity: quali investimenti sono finanziabili?
Il ventaglio delle tecnologie ammesse è particolarmente ampio. I progetti devono riguardare almeno uno degli ambiti individuati dal bando, tra cui:
- intelligenza artificiale generativa applicata ai processi aziendali;
- AI per NLP e automazione documentale;
- cloud, edge e quantum computing;
- cybersecurity e business continuity;
- big data e analytics;
- blockchain;
- realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D;
- Internet of Things;
- sistemi integrati per la gestione dei processi aziendali;
- CRM – Customer Relationship Management;
- sistemi fintech e strumenti di geolocalizzazione.
Sono finanziabili beni e servizi strumentali, software e licenze, oltre a servizi di consulenza e formazione direttamente collegati al progetto di upgrade digitale. Le spese per consulenza e formazione non possono però superare complessivamente il 30% delle spese ammissibili.
Non sono invece finanziate, tra le altre, le normali spese di pubblicità e advertising, le consulenze amministrative, fiscali o legali ordinarie, gli smartphone, le opere murarie e la semplice sostituzione di computer o tablet se non strettamente necessaria alla realizzazione del progetto digitale.
Un’opportunità da valutare anche per le agenzie immobiliari
Le attività immobiliari non figurano tra i settori economici esclusi dal bando. Sono invece escluse, tra le altre, le attività finanziarie e assicurative, la produzione primaria agricola, pesca e acquacoltura, il settore del tabacco e le case da gioco. L’ammissibilità deve comunque essere verificata sulla base del codice ATECO dell’unità nella quale viene realizzato il progetto.
Per un’agenzia immobiliare, il voucher può quindi essere un’occasione per valutare investimenti in strumenti come CRM evoluti per la gestione dei clienti, sistemi cloud, soluzioni di cybersecurity, intelligenza artificiale per l’automazione dei documenti e dei processi aziendali o tecnologie di realtà virtuale e ricostruzione 3D.
Le imprese devono essere micro, piccole o medie e avere sede legale e/o un’unità locale operativa in Piemonte, attiva e produttiva, nella quale verrà realizzato l’investimento. Il bando ammette nella nozione di impresa anche le attività professionali che rientrano nella definizione europea di attività economica.
Un ulteriore requisito da tenere presente è che non possono accedere le imprese che abbiano già ricevuto contributi a fondo perduto nell’ambito dei Voucher digitalizzazione PMI 2023 o 2024.
Domande dal 22 ottobre al 15 dicembre 2026
Le domande potranno essere trasmesse attraverso la piattaforma ReStart dalle ore 11.00 del 22 ottobre 2026 alle ore 16.00 del 15 dicembre 2026. Sarà possibile precaricare la documentazione a partire dalle ore 11.00 del 12 ottobre, ma la data del precaricamento non avrà alcuna rilevanza ai fini dell’ordine delle domande.
Il bando è infatti strutturato a sportello e Unioncamere Piemonte potrà sospenderlo anticipatamente qualora le richieste depositate superino il 120% delle risorse disponibili.
Un elemento importante per programmare correttamente gli investimenti è che sono ammissibili soltanto le spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda.
Consulta il Voucher digitalizzazione PMI 2026 sul sito della Regione Piemonte



