Conciliazione vita-lavoro, al via il bando per la certificazione UNI/Pdr 192:2026

Aperto il bando nazionale che accompagna le imprese verso la certificazione dedicata alla conciliazione tra vita familiare e lavoro. Disponibili assistenza tecnica gratuita e contributi fino a 12.000 euro per i costi della prima certificazione.

Aiutare le imprese a trasformare le politiche di conciliazione tra vita familiare e lavoro in un elemento strutturale della propria organizzazione. È questo l’obiettivo del nuovo intervento promosso dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia, dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e da Unioncamere, che mette a disposizione complessivamente 7,5 milioni di euro.

Dal 21 settembre 2026 le imprese possono presentare domanda per accedere ai servizi e ai contributi finalizzati al conseguimento della nuova Certificazione della conciliazione vita familiare-lavoro secondo la UNI/PdR 192:2026. L’iniziativa si inserisce nel Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e nella Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026 e punta ad accompagnare un ampio numero di aziende nell’adozione della nuova prassi.

Che cos’è la certificazione UNI/PdR 192:2026?

La nuova prassi UNI/PdR 192:2026 definisce i requisiti che un’organizzazione deve rispettare per strutturare e certificare le proprie politiche di conciliazione vita-lavoro, con particolare attenzione a maternità, paternità, genitorialità e responsabilità di cura.

Non si tratta quindi di certificare una singola misura di welfare. L’impresa deve costruire un vero e proprio sistema di gestione, con politiche aziendali, obiettivi, responsabilità, indicatori, strumenti di monitoraggio e processi di miglioramento continuo.

La valutazione prende in considerazione sette ambiti principali: organizzazione del lavoro e flessibilità, maternità, genitorialità, impegni di cura, salute e benessere, sostegno economico e servizi, sviluppo e continuità di carriera. Tra le misure considerate rientrano, ad esempio, flessibilità degli orari, lavoro agile, politiche di rientro dopo la maternità, strumenti per favorire l’utilizzo dei congedi, welfare aziendale e iniziative rivolte a chi assiste familiari non autosufficienti.

Consulenza gratuita e contributi fino a 12.000 euro

Il bando prevede due forme di sostegno complementari. La prima consiste nell’assistenza tecnica necessaria per accompagnare l’impresa verso la certificazione. Le aziende ammesse potranno usufruire di fino a sei giornate di consulenza gratuita online, svolte da esperti qualificati, per individuare eventuali aree di miglioramento e predisporre la documentazione necessaria.

La seconda agevolazione riguarda invece i costi della prima certificazione UNI/PdR 192:2026. Il contributo varia in funzione del numero di addetti equivalenti dell’impresa e delle giornate di audit necessarie, partendo da 1.800 euro per le realtà più piccole e arrivando fino a un massimo di 12.000 euro per le aziende di maggiori dimensioni.

Una volta ottenuta la certificazione, il contributo viene liquidato direttamente all’Organismo di Certificazione, riducendo così l’impatto economico del percorso sull’impresa.

È inoltre previsto un contributo aggiuntivo una tantum di 450 euro per determinate imprese già in possesso della certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022 o del Family Audit, destinato ai costi di sorveglianza annuale o di rinnovo della certificazione.

Chi può partecipare?

La misura ha carattere nazionale. Possono accedere le imprese con almeno un dipendente regolarmente assunto, partita IVA attiva e sede legale o operativa in Italia, nel rispetto dei requisiti amministrativi e contributivi previsti dall’avviso.

Per partecipare è necessario innanzitutto compilare un test di autovalutazione online, o pre-screening, finalizzato a verificare il livello di maturità dell’organizzazione sui temi della conciliazione vita-lavoro. Solo dopo il superamento della soglia minima prevista è possibile procedere con la domanda di agevolazione.

Per le imprese con più di 50 dipendenti è inoltre richiesta la documentazione relativa al Rapporto periodico sulla situazione del personale maschile e femminile, previsto dal Codice delle pari opportunità.

Un’opportunità interessante anche per il settore immobiliare

La misura può essere particolarmente interessante anche per le agenzie e le imprese del settore immobiliare che hanno personale dipendente e vogliono rafforzare le proprie politiche organizzative in materia di flessibilità, genitorialità, welfare e gestione dei carichi di cura.

Per realtà spesso caratterizzate da esigenze organizzative flessibili e dalla necessità di conciliare attività professionale, rapporto con la clientela e vita familiare, la certificazione può diventare uno strumento per rendere le pratiche di conciliazione più strutturate, misurabili e riconoscibili.

Un tema particolarmente vicino anche al percorso di FIAIP Donna, che negli ultimi anni ha dedicato attenzione all’impatto del caregiving sulla vita professionale e alle misure che possono favorire una maggiore partecipazione e continuità delle donne nel mercato del lavoro.

Dalla conciliazione un vantaggio anche per l’impresa

La certificazione non riguarda soltanto il welfare. Secondo l’impostazione della nuova UNI/PdR, politiche strutturate di conciliazione possono contribuire a migliorare l’organizzazione interna, rafforzare la capacità di attrarre e trattenere professionalità, valorizzare il welfare aziendale e sostenere la reputazione e la sostenibilità sociale dell’impresa.

Per le aziende certificate è inoltre previsto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, entro i limiti stabiliti dalla normativa: fino all’1% e per un massimo di 50.000 euro annui per impresa.

Come presentare la domanda

Le domande sono aperte dalle ore 10.00 del 21 settembre 2026 e devono essere trasmesse attraverso la piattaforma ReStart di Infocamere. L’istruttoria avviene con procedura a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle richieste.

Tutti i percorsi di accompagnamento e certificazione ammessi all’agevolazione dovranno essere completati entro il 30 giugno 2027.

Consulta il bando e tutte le informazioni sul sito “Il lavoro a misura di famiglia”