Fino a 350 euro al mese per integrare l’indennità di maternità e un sostegno aggiuntivo per il congedo parentale dei dipendenti privati. La Provincia autonoma di Trento sperimenta una misura di welfare che punta a favorire la conciliazione tra vita familiare e professionale e a ridurre le differenze di tutela tra settore pubblico e privato.
Sostenere concretamente la genitorialità significa anche intervenire sul reddito nei periodi in cui madri e padri si assentano dal lavoro per occuparsi dei figli. Va in questa direzione l’indennità provinciale integrativa per il congedo di maternità e parentale introdotta dalla Provincia autonoma di Trento a favore delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti del settore privato.
La misura ha carattere territoriale e riguarda esclusivamente chi risiede nella provincia di Trento o lavora in un’unità operativa situata sul territorio provinciale. Per FIAIP Donna rappresenta quindi soprattutto una buona pratica da osservare, interessante nel più ampio dibattito sulle politiche di conciliazione vita-lavoro, sul sostegno alla genitorialità e sulla permanenza delle donne nel mercato del lavoro.
Fino a 350 euro al mese in più durante il congedo di maternità
Il primo intervento riguarda il congedo di maternità. Alle lavoratrici e ai lavoratori del settore privato che possiedono i requisiti previsti viene riconosciuta un’integrazione pari a 350 euro lordi al mese per un massimo di cinque mesi. L’importo viene proporzionalmente ridotto in caso di lavoro part-time e il beneficio è previsto anche nei casi di congedo di paternità alternativo.
L’integrazione non è riconosciuta quando, per il periodo di congedo interessato, la lavoratrice o il lavoratore beneficia già di un trattamento economico superiore all’80% della retribuzione.
Un sostegno aggiuntivo anche per il congedo parentale
Una seconda indennità riguarda invece il congedo parentale. In questo caso il sostegno è riconosciuto per il primo mese di congedo fruito dopo il periodo di astensione obbligatoria e ammonta a 175 euro lordi ogni 14 giorni continuativi, fino a un massimo complessivo di 350 euro.
Anche questa misura è rivolta ai lavoratori dipendenti del settore privato e può essere utilizzata per periodi di congedo fruiti tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2027, nel rispetto dei requisiti e delle condizioni previste dalla disciplina provinciale.
Una misura per avvicinare le tutele tra pubblico e privato
L’aspetto più interessante dell’iniziativa non è soltanto economico. La Provincia autonoma di Trento ha infatti indicato tra gli obiettivi della misura quello di ridurre le disparità di trattamento tra lavoratrici e lavoratori del settore pubblico e del settore privato in materia di maternità, paternità e congedi parentali.
È proprio questo elemento a rendere l’intervento interessante anche al di fuori del territorio provinciale. Le politiche di conciliazione tra responsabilità familiari e attività professionale rappresentano infatti uno dei fattori che possono incidere sulla partecipazione e sulla continuità occupazionale delle donne, soprattutto nelle fasi della vita in cui aumentano i carichi di cura.
La misura trentina propone un modello nel quale il welfare territoriale integra gli strumenti nazionali, intervenendo direttamente sulla copertura economica dei periodi di congedo. Un’impostazione che può offrire spunti di riflessione anche per altri territori e per il confronto tra istituzioni, imprese e organizzazioni impegnate sui temi del lavoro e delle pari opportunità.
Dal 1° ottobre le domande relative ai congedi del 2026
Per i periodi di congedo fruiti parzialmente o interamente nel corso del 2026, le domande possono essere presentate dal 1° ottobre 2026 al 1° marzo 2027. Per i periodi relativi al 2027, la finestra prevista andrà invece dal 2 marzo 2027 al 29 febbraio 2028.
La domanda deve essere inoltrata online tramite la piattaforma messa a disposizione dalla Provincia autonoma di Trento. Possono accedere alla misura le persone che, al primo giorno del periodo di congedo interessato, risultano residenti in provincia di Trento oppure occupate presso un’unità operativa localizzata sul territorio provinciale.
Pur trattandosi di un intervento circoscritto al Trentino, l’esperienza rappresenta dunque un esempio concreto di come le politiche territoriali possano affiancare gli strumenti nazionali nel sostenere genitorialità, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, temi che continuano ad avere un impatto rilevante anche sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro.
Approfondisci la misura sul sito della Provincia autonoma di Trento



