Affitti brevi, Fiaip Toscana: “No a divieti generalizzati, servono regole proporzionate e differenziate per territorio”

Il delegato regionale FIAIP per gli affitti brevi Armando Barsotti: «La crisi della casa si risolve aumentando l’offerta, non vietando le locazioni turistiche»In vista della presentazione della bozza del nuovo Piano Europeo per la Casa da parte della Commissione Europea, FIAIP Toscana (la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, ndr) interviene sul ruolo delle locazioni brevi e delle seconde case nelle aree a maggiore tensione abitativa, sollecitando un approccio equilibrato e non punitivo nei confronti del settore.

A intervenire è Armando Barsotti, presidente FIAIP Pisa-Lucca e delegato regionale FIAIP Toscana per il settore degli affitti brevi e turistici, che sottolinea: «La nostra Federazione aderisce al CEPI (European Association of Real Estate Professions) e condivide l’esigenza di governare i fenomeni, prevenire le distorsioni, contrastare abusivismo e irregolarità e preservare un corretto equilibrio tra vocazione turistica, funzione residenziale e qualità della vita delle città. Ma regolare non deve significare solamente vietare».

Barsotti richiama innanzitutto alcuni dati per inquadrare correttamente la questione: le locazioni brevi rappresentano complessivamente circa l’1,2% del patrimonio abitativo dell’Unione Europea, un fenomeno quindi molto dibattuto ma assai limitato in termini percentuali, che raggiunge concentrazioni elevate solo in alcune specifiche destinazioni turistiche.

«È evidente – prosegue Barsotti – che situazioni profondamente diverse tra loro non possano essere affrontate con strumenti generalizzati. La carenza di offerta abitativa è cresciuta molto di più del prezzo degli affitti, soprattutto nelle capitali e nelle città di grande richiamo turistico. Pensare di risolvere, anche nei nostri territori toscani, la questione abitativa ridimensionando o vietando l’attività degli affitti brevi significa non cogliere l’essenza del problema».

Secondo FIAIP Toscana, la vera soluzione è incrementare l’offerta di abitazioni, favorire la rigenerazione del patrimonio esistente e ridurre i tempi delle autorizzazioni, creando così le condizioni per riportare sul mercato residenziale una parte del patrimonio oggi inutilizzato.

«Per FIAIP – sottolinea Barsotti – eventuali interventi europei dovranno rispettare criteri di proporzionalità, ragionevolezza e differenziazione territoriale, consentendo misure specifiche laddove esistano effettive e documentate condizioni di tensione abitativa, senza introdurre limitazioni generalizzate che rischierebbero di produrre effetti distorsivi sul mercato e sull’economia turistica».

FIAIP Toscana propone di modulare qualsiasi intervento normativo su due livelli:
1. La dimensione dell’attività – un proprietario che mette a reddito uno o pochi immobili nell’ambito della gestione del proprio patrimonio non può essere automaticamente assimilato a chi esercita professionalmente e su larga scala un’attività organizzata nel settore delle locazioni turistiche;
2. La natura dei territori – l’eccessiva pressione su aree di forte concentrazione urbana o forte attrattività turistica non può essere accomunata a territori, come le aree interne, dove la locazione breve turistica rappresenta invece un’opportunità di rivitalizzazione economica.
«Le locazioni brevi devono essere regolate dove producono effettive distorsioni, ma non possono diventare il capro espiatorio di una crisi abitativa che ha origini molto più profonde – afferma Barsotti –. In questo senso auspichiamo che le direttive europee siano omogenee, sganciate dall’arbitrarietà e dalla contraddittorietà delle normative espresse dai vari sindaci e amministratori locali».Barsotti esprime forte preoccupazione per i contenuti anticipati della bozza che la Commissione Europea presenterà nei prossimi giorni: «Il testo va in senso contrario, palesemente limitativo della libertà contrattuale e del diritto di proprietà, cardini della democrazia liberale di stampo europeo. Una regolamentazione che arriva persino a prescrivere limitazioni all’acquisto e all’utilizzo di immobili non destinati ad abitazione principale, oltre che all’attività di locazione breve. Un atteggiamento dirigista contro il libero mercato che non risolve i problemi dell’abitazione e danneggia i redditi delle famiglie. Ci auguriamo che prevalga il buon senso e la difesa della libera iniziativa che caratterizza l’Unione Europea, e che questo regolamento così com’è non veda mai la luce».

FIAIP Toscana ribadisce la disponibilità degli agenti immobiliari professionali, per la loro conoscenza diretta dei mercati locali, a offrire un contributo concreto alla costruzione di politiche abitative realmente efficaci, fondate sull’analisi dei dati e sulle specificità dei singoli territori.
 
Firenze, 7 settembre 2026
Fonte: Ufficio Stampa