La Camera di Commercio di Varese sostiene la conciliazione tra attività professionale e responsabilità familiari con contributi a fondo perduto destinati alle imprese in cui sono presenti donne imprenditrici con figli fino a 14 anni o familiari con disabilità. Domande fino al 29 ottobre 2026, salvo esaurimento delle risorse.
Un aiuto concreto alle donne che ogni giorno devono conciliare la gestione dell’impresa con le responsabilità familiari. È l’obiettivo della misura “Conciliazione vita-lavoro: sostegno alle donne imprenditrici varesine 2026”, promossa dalla Camera di Commercio di Varese per favorire la parità di genere e sostenere la crescita di imprese femminili solide e consapevoli.
Il bando mette a disposizione complessivamente 45.000 euro e riconosce contributi a fondo perduto alle micro, piccole e medie imprese varesine nelle quali sia presente almeno una donna imprenditrice con specifici carichi di cura o assistenza familiare.
Chi può accedere al contributo?
La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese della provincia di Varese nelle quali sia presente almeno una donna imprenditrice che abbia responsabilità di assistenza e cura nei confronti di:
- figli o figlie conviventi fino a 14 anni;
- figli, genitori, coniuge o convivente di fatto con disabilità riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992.
Il bando adotta una definizione ampia di donna imprenditrice. Possono rientrare nella misura le titolari di imprese individuali, le socie di società di persone e, per le società di capitali e cooperative, le legali rappresentanti, amministratrici uniche o componenti degli organi di amministrazione che svolgano attività lavorativa nell’impresa. Sono previste specifiche condizioni per le socie accomandanti delle società in accomandita semplice.
Contributi a fondo perduto fino a 5.000 euro
L’agevolazione copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un contributo massimo di 5.000 euro per impresa.
Per poter accedere al sostegno è necessario realizzare spese ammissibili per almeno 2.000 euro. Alle imprese in possesso del rating di legalità può inoltre essere riconosciuta una premialità aggiuntiva di 250 euro.
Le spese devono essere sostenute nel periodo compreso tra il 28 maggio 2026 e il 30 giugno 2027.
Dallo smart working ai servizi di cura: cosa finanzia il bando
Uno degli aspetti più interessanti della misura è la varietà degli interventi finanziabili, pensati per agire sia sull’organizzazione dell’impresa sia sulle esigenze familiari dell’imprenditrice.
Il contributo può essere utilizzato per:
- inserire nuove risorse umane in azienda;
- attivare una postazione di smart working;
- finanziare percorsi di formazione delle competenze necessarie alla gestione dell’attività d’impresa;
- sostenere le spese di funzionamento di scuole e strutture assistenziali.
La misura interviene quindi su uno dei principali nodi della partecipazione femminile al lavoro e all’imprenditorialità: la necessità di trovare un equilibrio tra responsabilità professionali e carichi di cura.
Un’opportunità anche per le agenti immobiliari
Il bando può essere di particolare interesse anche per le imprenditrici del settore immobiliare della provincia di Varese che rispettano i requisiti previsti.
Per una titolare, socia o amministratrice di un’agenzia immobiliare, ad esempio, il contributo potrebbe sostenere l’introduzione di una nuova risorsa nell’organizzazione, la predisposizione di strumenti per il lavoro da remoto oppure percorsi formativi finalizzati a rafforzare le competenze necessarie alla gestione dell’impresa.
Ma l’elemento più significativo è la possibilità di riconoscere come ammissibili anche alcune spese legate direttamente alle esigenze di cura, creando un collegamento concreto tra politiche per l’impresa e politiche di conciliazione.
Conciliazione vita-lavoro e imprenditoria femminile
La misura va oltre il semplice sostegno economico. L’obiettivo dichiarato dalla Camera di Commercio è infatti quello di promuovere la parità di genere e favorire la crescita delle imprese femminili, intervenendo sulle difficoltà che possono derivare dalla compresenza di responsabilità imprenditoriali e familiari.
È un tema particolarmente vicino anche al percorso di FIAIP Donna, che dedica attenzione alla partecipazione femminile al lavoro, al caregiving e alla ricerca di strumenti capaci di favorire una migliore conciliazione tra attività professionale e vita personale.
Iniziative territoriali di questo tipo mostrano come il sostegno all’imprenditoria femminile possa tradursi anche in misure molto concrete: non soltanto incentivi agli investimenti, ma strumenti in grado di intervenire sulle condizioni che consentono alle donne di continuare a sviluppare la propria attività professionale e imprenditoriale anche in presenza di responsabilità di cura.
Domande fino al 29 ottobre 2026
Le domande possono essere presentate fino al 29 ottobre 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili. La procedura è aperta dal 29 giugno 2026.
La richiesta deve essere trasmessa attraverso la piattaforma ReStart, accedendo tramite SPID, CNS o CIE.
La successiva rendicontazione delle spese dovrà essere presentata nel periodo compreso tra il 18 novembre 2026 e il 30 luglio 2027.
Per verificare nel dettaglio tutti i requisiti di accesso e le condizioni di ammissibilità è consigliabile consultare il bando completo pubblicato dalla Camera di Commercio di Varese.
Consulta la misura sul sito della Camera di Commercio di Varese



